Oggi tocco un mostro sacro, proseguirò uno dei post più letti e più cliccati in assoluto di questo blog: il post sull’ italiano medio. Roba che adesso orde di lettori reclameranno la mia testa come George Lucas all’annuncio di Episodio I, o meglio ancora come le casalinghe italiane dopo l’uscita di Elisa di Rivombrosa parte seconda!
Come preventivamente appurato, gli italiani a Londra si ramificano in due grosse categorie: la prima è composta da quelli che vengono a Londra a capo chino per fare una vita cosmopolita consapevoli di non essere più nel loro paese, mentre la seconda (ahimè) è composta da quelli che vengono per trasmutare su suolo inglese la loro precedente vita italiana, con l’aggiunta di tutte quelle cose che nel loro paesello non erano in grado di avere. Tra queste cose rientra per esempio la mancanza di lavoro nel luogo natìo, l’ombra implacabile di un genitore particolarmente apprensivo, o la ricerca di una vita sfrenata altrimenti irraggiungibile in Italia…. per pura casualità oggi parleremo proprio di questa seconda categoria (che culo!). Essendo questo un sito per disadattati il minimo che posso fare è condividere con voi i miei preziosi consigli su come riconoscere ed evitare il temibile italiano medio a Londra, consigli che sono certo raccoglierete e conserverete col cuore per gli anni a venire come farebbero giovani carampane in fase premestruale con il chewing-gum mangiucchiato da Tiziano Ferro grattato con le unghie dal bordo di un marciapiede.
“L’italiano medio” trapiantato a Londra si riconosce ad occhio nudo quando pavoneggia ai quattro venti i sui tratti salienti: la sua intraprendenza, la sua internazionalità, la sua posizione lavorativa, il suo stipendio. Tratti salienti che ora andremo ad analizzare, con lo scrupolo del commissario Rex che controlla se la carne trita nella sua ciotola è scaduta. Cominciamo con l’appurare che i quattro venti in questione sono 1)genitori italiani 2)amici italiani 3)colleghi italiani 4)flatmate italiani, l’italiano medio si distingue anche perchè si fa sempre vanto della sua posizione lavorativa di altissimo livello, che ama definire pubblicamente come “quasi manageriale” ma che alla fine non dettaglia mai chiaramente (ovviamente di proposito) ma che ora vi traduco io, in ordine statistico:
1) “Sono catering assistant, ma tra poco mi fanno manager” da leggere -> Sono busboy
2) “Sono barman, ma effettivamente sono caposala” da leggere -> Faccio i caffè
3) “Sono souschef , ma praticamente sono capo cucina” da leggere -> Lavo i piatti

Non si può poi non citare che alla domanda “E in inglese come te la cavi?” l’italiano medio risponde sempre “me la cavo” seguito da una pausa che precede “beh, ho a che fare con molti inglesi quindi, mi capisci, devo essere sveglio e capire al volo, cioè insomma, ci intendiamo no? Hai capito? Yu knov? I spik inglisc!” che tradotto in patate vorrebbe dire “ho appena detto tutto quello che so dire in inglese”. Ma non c’è problema perchè all’italiano medio non serve sapere l’inglese, perchè per opera di un volere superiore vive con flatmate italiani, lavora in un locale italiano gestito da italiani e frequentato da italiani, ha soltanto amici italiani e frequenta soltanto locali italiani (fi che culo no? yu knov?), e quando deve smaltire una sbronza la domenica pomeriggio lo trovi da Virgin o HMV che cerca un DVD con la traccia audio
italiano o con i sottotitoli in italiano da vedersi a casa con i flatmate italiani, o alternativamente al bar italiano a vedere le partite italiane.
Il capitoletto stipendio si apre e praticamente si chiude da solo illustrando l’immagine dell’italiano medio che si fa vanto coi suoi amici residenti in Italia del suo stipendio stratosferico, che ovviamente poco importa se agli amici lo traduce da sterline in euro e se lo basa sul tenore di vita italiano e non londinese….eh già dopotutto i soldi son soldi no? Eccoci quindi con frasi del tipo “Ahh io prendo 1200 euro al mese, sono strabravo sono stramanager” quando 1200 euro al mese sono 800 sterline al mese cioè fai la fame, 450 li dai alla signora Demowbray per l’affitto e 100 alla signora Travelcard per portarti in giro per Londra, e buona fortuna per i restanti 29 giorni!
I restanti tratti salienti di cui l’italiano medio si vanta sono rispettivamente la sua intraprendenza e l’internazionalità: “eh certo, hai presente, insomma piantare tutto, prendere e partire, ci vogliono le palle, io sono uno di quelli, cioè insomma, son figo” sì sei fighissimo dico io, peccato solo che se sarete arguti a sufficienza da domandare ”come hai trovato casa/lavoro?” scoprirete che 1) “Beh vedi ecco il mio amico viveva qui e dopo 3 mesi di vacanza per entrare un po’ nell’ottica poi lui mi ha aiutato a trovare lavoro” 2) “Beh dunque ecco mio cugino viveva qui e dopo 6 mesi di vacanza per entrare un po’
nell’ottica poi mi ha aiutato a trovare lavoro” 3) “Ma devi sapere che mia zia Cremilde moglie di Pino Sturzio di Reggio Calabria emigrato nel 65 viveva qui e sono venuto a trovarla e dopo 24 mesi di vacanza per entrare un po’ nell’ottica poi mi ha aiutato a cercare un lavoro”.
Il lavoro poi è sempre ottenuto per conoscenze: dall’amico italiano, dall’amico dell’amico italiano, o dall’amico dell’amico dell’amico italiano, e quando dico “per conoscenze” intendo ovviamente “per raccomandazione”, o forse dovrei dire con il metodo ”all’italiana”.
Ma la crème de la crème, la ciliegina sulla torta dell’italiano a Londra, quella cosa che vi darà la prova definitiva di con chi avete a che fare, è la sua paventatissima “internazionalità”: eh sì perchè la dote suprema del nostro carissimo amico è la sensibilità verso il diverso, il rispetto verso le altre religioni, verso le altre culture, l’umiltà del vivere in un paese straniero nel quale lui é un immigrato. Eh sì, il suo canto di violino si innalza lieto e sincero verso tutti gli abitanti del mondo che calcano la sua stessa terra: “Ma guarda quella negra che mi ha fottuto il posto sulla metro”, “Ma che sfigate quelle col velo
sulla faccia ma non c’hanno vergogna” e “Non andiamo a Soho che ci sono i culattoni” sono le sue più celebri esternazioni dell’amor per il suo simile, roba che Madre Teresa di Calcutta può finalmente riposare in pace lieta che il suo messaggio sia stato così ampiamente ricevuto.
Eh sí, l’italiano medio é questo e anche di piú, un concentrato di pregi ed emozioni da aprire e gustare come la Manzotin, una persona gradevole e sorprendente come lo stracchino che ti aspetta in frigo al ritorno dalle ferie, indispensabile come un congelatore in Alaska, un compagno invidiabile come un orzaiolo nel giorno del proprio matrimonio.
Londra intera si fermerebbe se non ci fosse l’italiano medio, ah cosa ne sarebbe mai di noi senza di lui!
…probabilmente aspetteremmo di più al ristorante, berremmo meno caffè o avremmo piatti meno puliti.






Mi e’ piaciuto molto il tuo post, perche’ in 5 anni che vivo in UK mi e’ capitato di incontrare gente cosi’.
A dire il vero adesso evito di diventare super-amica di italiani che conosco qui e che non ho conosciuto in Italia, per il semplice motivo di aver avuto brutte esperienze in passato. Ho lavorato nel team italiano di una multinazionale (non a Londra) e alcuni dei miei ex-colleghi purtroppo rispecchiavano in pieno la descrizione che tu hai dato. Molti non parlavano inglese al loro arrivo e non l’hanno imparato in un anno, onde per cui io e un’altra mia collega eravamo diventate le loro secretarie personali per telefonare a quelli del gas, della luce, della palestra o a chiunque non parlasse italiano. Mi sono anche sentita dire che io lo parlavo bene perche’ il mio ragazzo e’ inglese…ma dove? L’inglese l’ho studiato e poi l’ho imparato sul posto, evitando altri italiani durante i primi tempi per imparare meglio. Non come loro che vivena con i colleghi italiani (che ovviamente in molti casi non sopportavano, ma ci vivevano per convenienza).
Inoltre il team era pieno di gente che sparlava, che faceva pause caffe’ ogni 1/2 ora, che si lamentava del tempo atmosferico, del cibo, della compagnia per cui lavoravamo, degli inglesi…e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ovviamente il fine settimana si dovevano fare le pizzate o andare al Tiger Tiger (luogo che aborro, ci sono andata 1 volta sola perche’ mi hanno trascinata) oppure andare a casa degli altri colleghi a sparlare di chi non era presente.
C’erano poi quelli che, per carita’, erano bravi, ma con i quali non avevo niente in comune tranne la nazionalita’. Con loro mi sono trovata bene, ma non sono rimasta in contatto piu’ di tanto.
Dopo un anno ho deciso di lasciare il lavoro e andare a fare un Master a Londra; adesso sono piu’ povera, ma piu’ contenta.
Sono sicura che ci sono tantissimi italiani bravi in UK, ma purtroppo le mie esperienze passate mi hanno portata a questa decisione.
Per questo motivo sono d’accordo con cio’ che hai scritto perche’credo che rispecchi la realta’ con un bel pizzico di umorismo e di dissacrazione che non guasta.
comunque, ti sei dimenticato di parlare dell’abbigliamento indistinguibile dell’Italiano a Londra!! eastpack, woolrich, occhiali da sole e nike silver, sempre e comunque!!
Boh,Oby seguo da un bel po’ il tuo bloggone e devo dire che mi piace anche molto…ora leggo qsto vecchio post e devo dire che qualche anno fa mi sarebbe piaciuto tantissimo…tuttavia ora che sono cresciuto un po’ sono più critico verso queste cose:se dobbiamo discutere dell’efficacia comica il tuo scritto rokkeggia…pero’ cavolo fai un disclaimer…mi sembra un po’ comodo insomma…sembra che più che descrivere e criticare con ironia l’italiano medio tu stia parlando dell’idiota medio. Per cui forse faresti meglio a specificarlo. Ti assicuro,sono veramente poco “nazionalista” ma ogni tanto mi sembri un po’ rigidetto…forse l’italia va bene agli italiani medi (anche se se ne lamentano cmntinuamente…) xkè è abitata maggiormente da queste persone,se tu sei diverso,e probabilmente migliore(…si credo che un essere umano possa essere migliore di un altro…)è necessario che fatichi,o cmnq che tu miri,a raggiungere una situzaione diversa,d’altronde lo status sociale di un posto non è altro che il prodotto della maggioranza che lo va a creare.almeno secondo moi.
io quando abitavo a Londra, visto anche che sono bionda con gli occhi azzurri, facevo finta essere polacca, fai un po’ te!!!
non invento niente e’ la pura verita’ e sai come si dice: (la verita’ fa male…)
sono d’accordo con te, qui sei rispettato nelle vita e nel lavoro vivo qui da 6 mesi con mia moglie e mia figlia e faccio cose che in italia non mi potevo neanche sognare di fare!in italia non ero disadattato, non ho neanche studiato, ma qui riesco a pagare l’affitto, luce, gas e a fare la spesa xche’ in italia non ero un cosi detto figlio di papa’ quindi alla larga dagli italiani depressi e disadattati che fanno i lavapiatti e si alcolizzano il giorno libero.Questa e’ una nazione dove puoi esprimerti e realizzarti;quindi cari italiani disadattati che quando andate in italia dite che qui siete chef,manager ecc.. o vi inserite o non rompeteci i coglioni!!!
Luciano, la tua proposta é ammirevole ed anche un po’ ingenua. Putroppo l’italia non vuole essere cambiata, ne tantomeno io voglio spendere la mia vita nel tentativo di cambiarla.
Ciao a tutti….sono qui a Londra da un mese e ci rimarrò fino a Giugno….Sapete cosa odio?Chiunque parli male degli italiani….in questo caso degli italiani a Londra….Io sono qui per imparare l’inglese e poi tornarmene nel paese più bello del mondo….Invece di scapparvene dall’Italia perchè non tornate e cercate di cambiare le cose?E cercate soprattutto di far diventare quello che voi chiamate “italiano medio” (ergendovi a italiano sopra la media) qualcuno che meriti il rispetto di tutti nel mondo……Ragazzi io non sono un italiano medio, basso…alto…..sono un italiano e basta e ne sono fiero…..
E’ inutile…
scusa danebola, ma con chi stai parlando esattamente quando parli di “voi”, in particolare quando dici “non lavoro in finanza COME TE”???
Io personalmente lavoro nella Spa di un hotel come head receptionist e studio turismo part-time, non chiedo soldi ai miei dall’età di anni 19, compro i vestiti da Primark ed H&M ma solo quando mi avanza qualcosa alla fine del mese, non possiedo un tailleur e nemmeno una giacca e pago metà del mio stipendio per vivere in un’ ex casa popolare, la city non la conosco e se ci vado mi ci perdo, e l’aperitivo non so nemmeno cos’è perchè quando termino di lavorare di solito sono le 21.30 se non piu tardi e il mio unico pensiero è quello di correre per prendere la victoria line prima che chiuda. Quindi sicuramente non con me.
Riguardo a Oby, se vuole ti risponde lui sul lavoro che fa, ma ti anticipo che mi fa spanzare dalle risate immaginarlo nelle vesti di uno speculatore o anche solo come un classico affarista o banchiere, per non parlare di ‘sta storia insistente degli aperitivi nella City che secondo te tutti noi (noi chi??) frequentiamo assiduamente, che non capisco bene da dove te la sei inventata, hai avuto forse un trauma in passato?
E poi, visto che non fai l’indovino, mi spieghi esattamente su quali “fatti” basi questi commenti? Ad onor del vero, sul tema retribuzione e benefits e bonuses, potrei aggiungere che tutti gli ingegneri italiani a londra che conosco se la passano alquanto meglio di me e Oby messi insieme.
Oltretutto, vorrei aggiungere: che cosa c’entra il tracollo dei mercati e l’indignazione generale verso i trader con un post ironico sugli italiani medi a Londra (quando per “medio” ovviamente non si intende classe media o economicamente inferiore , ma chiaramente “average italian”)??
Rispondo
punto primo,
Sono troppi anni che sto qui che ormai il mio italiano fa schifo…
punto secondo,
Col cazzo che mi sono fatto infinocchiare con i mutui. Anche se non lavoro in finanza come te, uso sempre il buon senso io la casa la compro adesso che i prezzi si stanno abbassando e gli interessi pure!!!
punto terzo daneboloa ha studiato ingegneria (in Italia) e si e’ sempre chiesto (come tante altre) come e’ possibile che chi lavora in finanza deve guadagnare tanti soldi …abbiamo capito perche…….grazie ancora per aver messo a rischio pensioni e conti correnti di gente che lavora con stipendi normali
punto quarto: Londra o Italia non fa differenza. Ci sono cose positive e negative da entrambe le parti.
punto quinto: danebola non fa l’indovino ma si basa sui fatti. Voi fighetti italiani della city siete la razza peggiore ed e’ risaputo…..
Conclusione: meglio 100 trader che mezzo/a danebola…..guarda vieni a dirlo in azienda da me (multinazionale americana con gente che guadagna decentemente) e ti sputano in faccia indipendentemente dalla nazionalita e dal ruolo che hanno. Ti dico solo che quando Lehman e’ fallita la gente ha goduto e nessuno si sente dispiaciuto per chi sta perdendo il lavoro nelle banche d’affari.
Imparate ad andare a lavorare vermanente invece di fare speculazioni!!!
punto primo, danebola non è italiana/o e si vede da come scrive in pessimo italiano, quindi non capisco perchè si alteri tanto.
punto secondo, danebola ha probabilmente perso un bel po’ di soldini investiti, o ha un mutuo raddoppiato, e deve trovare un capro espiatorio per le sue pene, quindi poverino/a, lasciatelo fare perchè tanto i suoi soldini non ricompariranno magicamente dal nulla…come mi dispiace!!!!
punto terzo, danebola voleva tanto diventare un economista, ma purtroppo non ha passato nemmeno l’esame di maturità, quindi nei suoi commenti sulla finanza fa quel che può… diamogli/le il nostro supporto, suvvia.
punto quarto, danebola: nonostante il credit crunch, a Londra si sta ancora molto meglio che in italia.
punto quinto: danebola nel tempo libero si cimenta in attività di indovino. Consiglio: cambia hobby che come indovino fai pena!
Conclusione: meglio 100 trader che mezzo/a danebola.
Cara Danebola, grazie per il tuo commento, brinderó alla tua salute il prossimo weekend. Cordiali saluti da uno che ha perso il padre a 8 anni, non ha mai frequentato l’universitá, ha imparato l’inglese guardando i DVD di x-files, e ha lasciato l’italia per evitare gente come te.
Cara Danebola,
come puoi dire queste cose se non conosci nemmeno Oby? Tu non conosci la sua famiglia, non sai che vita ha vissuto, non sai che ruolo ricopre in banca e non l’hai mai sentito parlare in inglese infatti ti posso assicurare che non è assolutamente come lo definisci tu.
Forse è meglio contare fino a 10 prima di accusare le persone! Hai fatto proprio cilecca!
Perche invece quelli che lavorano nella City si mischiano con gli stranieri e parlano un inglese da paura vero???
Che lavoro fa uno che lavora nelle banche d’affari??? SCOMMETTITORE DI SOLDI ALTRUI!!!
quelli che mi fanno schifo sono gente come te che e’ un figlio di papa,’ studia in universita privata si fa i suoi annetti nella city poi torna in Italia diventa dirigente in banca italiana e parla mezzo italiano e mezzo inglese…….
Caro mio se tu il VERO ITALINO MEDIO che ti vai a fare l’aperitivo con gli altri italiani della city!!
Ora mi sa che non ve la tirate piu dopo il credit crunch. Complimenti per le porcate che avete fatto!!!
io sono un italiano che vive a londra da sempre, e che torna spesso in italia. E se ce una cosa che non capisco delgi italiani di londra e quest odio verso gli italiani in italia. C’e’ come un senso di superiorita che proprio non riesco a capire.
[...] marginalmente comprensibile da un punto di vista socio-culturale (al punto che la considero base di facili ironie) non riesco assolutamente a condividere da quello umano, perché non credo molto in quelle linee [...]
[...] paese” piú a Polonia (2%) e Norvegia (1%) che a Francia (10%) e Spagna (11%). Alla faccia dell’Italiano medio che decanta tanto che siamo il paese con il cibo piú buono, con il clima migliore, con il mare [...]
thats for sure, man
a me di londra piace il fatto che ogni volta che esco di casa sto a londra.
oddio oby ho le lacrime agli occhi, le tue metafore sono da oscar :lol :lol
Oh Simò.. basta pure solo scrivere Ben eh..
Per fortuna non do troppo nell’occhio… tutti pensano che sono spagnolo!! ehehe
@Benveroux@yahoo.it sono pienamente d’accordo. Dovunque andrai all’estero sentirai parlare italiano e ti nasconderai per non farti beccare!
Scusa eh ma a Simo devi regalare la tessera della Sig.ra Giovanna fun club!!!
Io in questi anni da disadattato ho imparato una cosa:
-Gli italiani sono SEMPRE ovunque. Sono ONNIPRESENTI!! in qualunque città, stato e nazione vai… ti capiterà sempre, almeno una volta di beccare un italiano per strada.. S E M P R E!!
La cosa peggiore è che non c’è scampo… è inevitabile. Se te ne vai sulla punta dell iceberg in antartide, stai sicuro che c’è un eschimese o un pinguino che un “ciao come stai” te lo dice!
Simo: sei un mito ero proprio quello il primo post della serie che avrei dovuto linkare :clap
Per questa fantastica partecipazione alla vita del blog ti comunico che hai appena vinto una fornitura vitalizia di lucidalabbra ad un favoloso nuovo gusto: al cotechino :d :Z
restodelmondo: Hai perfettamente ragione pure tu, ora mi hai dato lo spunto per la parte 3 della serie.. sto post sta diventando peggio di lost.. :lol
Hai dimenticato (ma forse capitano solo a me) quelli che non si capacitano di come tu possa vivere fuori dalla zona 1 dei mezzi (facciamo anche 2, se si tratta di Islington), ma si lamentano sempre di quanto sia cara la vita… >:)
duhangst: Ah io e tua sorella potremmo svolgere una ricerca a scopo statistico da pubblicare su qualche magazine europeo.. :B

io ho proprio tolto il corriere dai preferiti e l’ho sostituito con la bbc
Ciao collega disadattata ci vediamo presto :rose
chit: italiani nel mondo dici? Beh, effettivamente io riporto quello che vedo a londra, ma non c’è motivo per cui non debba essere così anche dalle altre parti
polixenia: io quando vedo i turisti italiani che viaggiano sulla metro imparererei pure l’accento cirillico pur di non dare a vedere che siamo dello stesso paese :lol
Emi: ah ah va bene, ma non vuoi per caso che ti mando anche gli estremi del conto del mio provider?
Daniele: Perchè per camminare meglio bisogna prima togliersi il sassolino dalla scarpa.
Blossom: Se ti affidavi a me per le notizie di attualità italiana forse è un bene che non ne parlo più
Io linkerei questo post a un altro fantastico tuo post, quello sull’italiano medio: http://www.lifeofamisfit.com/2006/11/litaliano-medio/
Il blog mi piace molto di piu, molto piu essenziale, e questo post è fantastico!!!!!
Mi fa piacere che scriverai di piu di Londra, anche se devo ammettere che eri praticamente l’unica mia fonte di notizie italiane, ora mi tocca mettere La Repubblica come homepage
Un bacio da una italiana a londra fuori dalla media come te
è vero oby. Sei più cattivello >:)
:peace cavolo oby.. sei diventato proprio acido da un po’.. da quando hai aperto questo nuovo sito.. ma che ti è sucesso? delusioni d’amore? scusami se mi son permesso di fartelo notare, ma prima eri molto più frizzante, sagace, critico, ma in senso positivo, nei confronti della vita..londinese e non.. perchè questo cambio di rotta e di stile?
E pensare che una delle cose che mi piacciono di Londra è proprio la varietà di stili e di razze senza andare contro nessuno!!!
E cmq è vero, tantissimi italiani sono così!
Mamma mia.. post fortissimo :clap eheh.. gli italiani sono così dappertutto.. XD
Hahha ritratto interessannte e credo alquanto realistico!
oddio obyyyyy!!!!!!!nn siamo tutti così dai!(allora perchè prego dio che gli inglesi mi confondano x una di qualsiasi altra nazionalità e cerco disperatamente di imparare con la precisione di un imitatore un accento inglese che sia almeno ibrido?)vabbè,ai posteri l’ardua sentenza diceva “quello”
Avevo letto qualcosa di analogo sugli italiani altrove (Spagna mi sembra) quindi devo giungere alla conclusione che il presente post rientra di diritto nella saga “ITALIANI NEL MONDO”, evviva!!
Ma che bel ritrattino!
Hai fatto la stessa descrizione di mia sorella sugli italiani in Germania.
Identica!