Ciao a tutti e benvenuti nella mia nuova casetta. Lo so che l’altra era molto piú bella, ma voi mentite e dite che vi piace di piú questa.
Innanzitutto mi fa piacere ritrovarvi nuovamente (assumendo che qualcuno stia leggendo questo scritto, il che significherebbe anche che l’installazione è andata a buon fine) e se mi leggevate abitualmente tramite feed RSS sarete interessati ad aggiornare il vostro link cliccando sull’enorme icona arancione alla vostra destra. Ci sono parecchie novità, altre arriveranno prossimamente, ma la principale, come anticipato, è il cambiamento dei contenuti del blog: parleró molto molto di meno di Italia, e molto di piú di Londra. Il motivo é semplice: Mi arrendo. Ho attraversato una profonda riflessione personale grazie all’aiuto di una collega francese giá immigrata a Londra da diversi anni e che mi ha aiutato a capire uno dei motivi per il quale me ne sono andato: per rispetto verso il mio paese. Lo so che suona strano, ci arrivo per gradi: Nutro un profondo rinnego verso la sitazione politica e sociale in Italia che ancora oggi mi sta spingendo a seguire con maniacale periodicitá i vari siti di (dis)informazione italiana per poi scrivere post di fuoco verso questo paese palesemente marcio fino al collo. Me ne sono andato, é vero, ma non per fuga come alcuni amano asserire: bensí per una questione di rispetto, lo prova il fatto che qua vivo bene e sono felice ma ancora non riesco a chiudere gli occhi verso quel che succede da voi, perché in veritá dentro mi sento un rifugiato politico, mi sento come Chopin a Parigi, cosí profondamente legato al proprio paese di origine ma impossibilitato a tornarci proprio per il rispetto verso lo stesso, per rifiuto di piegarsi ad un governo di criminali che imperturbati pasteggiano su un continuo saccheggio effettuato dalle mani della gente onesta, trascinando nell’oblio una nazione alla quale é ovvio che non sono minimamente interessati. Potrei tornare domani, verrei assunto in uno qualsiasi dei posti di lavoro che ho lasciato e dove sarei ancora trattato da amico prima che da dipendente, ma non voglio: per me vorrebbe dire automaticamente iniziare a combattere in prima persona, ma guardandomi intorno la voglia di combattere per un paese che i cittadini stessi hanno dimenticato é inferiore a qualsiasi felicitá per la gioia di assistere ad un nuovo rinascimento perché il bigottismo, l’arroganza, l’egoismo, l’ipocrisia, sono tutti atteggiamenti troppo radicati nella mentalitá di tutti, e la rivoluzione di cui tanto avremmo bisogno é purtoppo soffocata dalla realizzazione che questa non nascerá mai.
Tantomeno questo blog non cambierá comunque le cose, chi é ignorante ignorante ci resta, inoltre per legge naturale chi si ferma a leggere i miei scritti nutre piú o meno le mie stesse idee altimenti lascia un commento di sbotto prima di chiudere per poi andarsene e non tornare mai piú. Appoggio quindi il malcontento di chi la pensa come me, ma da parte mia, penso che ognuno nella vita debba prima realizzare e poi fare del proprio meglio per aiutare gli altri, ed io in questo particolare momento posso soltanto dispensare consigli su come lasciare l’Italia. A seguito delle meravigliose lettere che ricevo periodicamente da solitari disadattati in cerca di aiuto, credo che per l’immediato futuro mi concentreró a scrivere post di vita vissuta per indirizzare queste anime in pena che vogliono ritagliarsi un angolino a Londra.
Hasta Italia!
(Ed ora, sbizzarritevi pure con i nuovi smilies nei commenti)
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