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La Puttana dei Cieli

Ricordo ancora i mesti giorni in cui Ryanair era la societá aerea che mi faceva sognare, che mi offriva la valvola di sfogo dalla follia della quotidianitá e mi faceva viaggiare a prezzi irrisori. Oggi ho smesso di chiamare Ryanair con il suo nome e preferisco utilizzarne uno piú lungo ma senz’altro piú adatto, ‘La puttana dei cieli’, come suggerito dai calendari che pubblicizzano ‘Tariffe Basse’ accanto alla foto di hostess in abiti consunti (non si capisce se per sbarcare il lunario devono fare i calendari o rifornire gli aerei di benzina?)
Per capire il motivo di tale involuzione é sufficiente ricapitolare come nel corso degli anni questa compagnia si sia attrezzata per sfruttare al massimo l’ignoranza, l’impreparatezza, l’ingenuitá nonché la buona fede dei propri clienti.

Assicurazione di volo – Una volta non esisteva alcuna assicurazione di volo. Poi Ryanair si é accorta che poteva macinarci soldi.
La suddetta tariffa si é evoluta nel corso degli anni prima nascendo come suggerimento (a mó di: con l’assicurazione di volo tuteli i tuoi beni!), poi é diventata una minaccia (a mó di: se non ti assicuri poi non ti venire a lamentare se ti diamo fuoco al bagaglio!), infine é diventata una tariffa assegnata di default che per essere rimossa deve essere prima trovata (l’opzione ‘no assicurazione’ é abilmente nascosta tra l’assicurazione a pagamento della Latvia e della Lithuania) ed infine rimossa attravarsando due schermate minacciose che ti augurano genuinamente il disintegramento di tutti i tuoi beni piú cari.

Bagaglio da stiva – Una volta non esisteva alcuna tariffa per il caricamento del bagaglio nella stiva, poi Ryanair si é ovviamente accorta che poteva macinarci soldi.
Questa subdola tariffa che fa passare come una sorta di spesa di lusso una cosa che alla compagnia costa zero, si é evoluta nel corso degli anni passando da una tariffa di zero euro ad una di 30 euro. Notevole di menzione é il fatto che anche se caricate un bagaglio nella stiva dovrete comunque pagare i dieci euro per il check in online (vedi punto seguente)

Check-in online – Una volta non esisteva alcun check in online, poi Ryanair si é accorta che non poteva far pagare il caricamento di un babaglio nella stiva senza dare la possibilitá ai passeggeri di viaggiare solamente con un bagaglio a mano (altrimenti sarebbe stato equivalente ad aumentare i prezzi di volo per tutti i passeggeri) quindi ha inventato il check-in online.
Quel che peró Ryanair non poteva prevedere era che nel giro di pochi anni tutti avrebbero rinunciato a viaggiare con un bagaglio da stiva pertanto presentandosi al gate d’imbarco con improbabili bagagli a mano grossi come frigoriferi e giacche pregne di beni di ogni tipo, da frutta a verdura a videoregistratori a pezzi di ricambio della macchina. Per risolvere questo problema Ryanair ha inventato il punto seguente.

Controlli severissimi al gate – Una volta il gate era l’equivalente del portinaio locale, salutavi e passavi. Poi Ryanair, stanca di vedere eserciti di italiani medi volare con 4 bagagli a mano, ha fatto pressione ai vari aeroporti affinché si rispettassero i controlli. Oggi é impossibile volare con Ryanair se tutti i beni in possesso del viaggiatore -dentiera compresa- non riescono a rientare in un singolo bagaglio a mano prima di oltrepassare il gate. A London Stansted é possibile vedere un dipendente Ryanair pagato solamente per fermare le persone che si dirigono al gate e fare loro presente che verrá vietato loro l’imbarco. Inoltre articoli comprati “post check-in” all’aeroporto contano ora come oggetti da far rientrare nel bagaglio a mano (cioé i dipendenti Ryanar rientrano a casa tutte le sere con alcoolici di ogni tipo).

Peso in eccesso – Da sempre croce e delizia di Ryanair, la tariffa per il peso in eccesso é letteramente lievitata nel corso degli anni come fosse una torta al pan di spagna ed oggi coincide con un ‘extra’ di 20 euro per ogni singolo chilo in eccesso da portare sull’aereo. Ci si domanda quanto tempo manchi prima che si tariffi anche il peso fisico dei passeggeri.

Costi di cambio – Vi é mai capitato di acquistare un volo che decolla da una nazione con una valuta diversa dalla vostra?
Se una volta ad esempio acquistavate un biglietto in euro pagandolo con una carta di credito inglese la tariffa di cambio passava direttamente nelle mani della vostra banca inglese che convertiva la spesa in sterline. Oggi Ryanair si é evoluta: vi mostrerá una bellissima schermata ove vi proporrá la tariffa di cambio garantita (garantita truffa, nda) di Ryanair che vi comunica il tasso di cambio direttamente al momento del pagamento. Ove rifiuterete una prima volta, vi troverete di fronte ad una seconda schermata la quale vi minaccerá di non essere assolutamente tutelati ove decidiate di passare la conversione  alla vostra banca aggiungendo inoltre che quest’ultima potrebbe essere di molto superiore a quanto offertovi dalla tariffa di cambio garantita di Ryanair.
Tanto per la cronaca, una volta rifiutata la conversione di Ryanair scoprirete che la puttana dei cieli vi dava un euro a 0.93£ mentre Barclays un euro a 0.89£, fate i vostri conti.

Varie ed eventuali – Se siete grassi Ryanair vi obbligherá a comprare due posti.
Quando state visualizzando la disponibilitá dei posti per un determinato volo Ryanair vi dirá a volte “soltanto due posti rimasti!”, ma questo non é riferito al posto sul volo bensí al costo per il volo in questione, peccato non venga chiarito da nessuna parte.
Quando Ryanair pubblicizza i voli a prezzi irrisori, non include mai le tariffe obbligatorie che si inseriscono successivamente.
Se avete un neonato Ryanair vi fará pagare 20€ per imbarcarlo.
Riduzione estrema dello spazio tra due sedili, posti esclusivamente sdraiati in volo, viaggio in aereo in piedi, pagamento per utilizzo del wc.. sono tutte idee nate dalla mente di Ryanair.

Sia chiaro, questo articolo non vuole essere di totale dispiego verso Ryanair, per molti versi Ryanair rappresenta ancora l’unica alternativa a viaggiare in Europa a prezzi decenti, soltanto a volte la mancanza di trasparenza fa veramente cascare le braccia. Come ultimamente accade – fin troppo spesso – chi non é al passo con i tempi e quindi perfettamente informato la prende sempre in quel posto.

Oby si sposa (..what?!)

Ho passato il weekend a scartabellare siti ufficiali e non riguardanti il matrimonio tra un cittadino italiano ed uno extracomunitario e come lo si possa celebrare in uno stato estraneo ad entrambi. Insomma, una di quelle infusioni di informazioni delle quali dopo ci puoi estrarre un post chiamato “come sposarsi in Inghilterra e riuscire a comunicarlo all’Italia” che nel giro di pochi mesi porta 100 commenti ognuno con un parere diverso perché ad ognuno é stato detto qualcosa di diverso.

Comunque alla fine quel post non lo scriveró perché dopo aver letto tutto e il contrario di tutto ho una tale confusione in testa che se solo la UK Border Agency vede ancora il mio indirizzo IP arrivare sul loro sito mi manda un email automatica dove mi informano che mi hanno bloccato l’accesso per garantire la stabilitá del server. Mi arrendo.

Non che mia mamma sia rimasta comunque molto contenta quando giovedí dopo averle raccontato come era andata la sera del mio compleanno e come era stato Avatar in 3D ho aggiunto che mi sarei sposato. “Toh”, le ho detto, “Quasi quasi me ne stavo dimenticando: mi sposo”. Avete presente quando dite a vostra madre che vi licenziate per andare dall’altra parte del mondo per 3 mesi? Ecco, peggio. Ha cominciato a pigolare con il tono dell’acquila di mare testabianca “Che vuol dire ti sposi?! Con chi?! Ma scherzi?? Mica avrai combinato qualcosa? Quando?? Dove?? Come??”
Che poi io non capisco questa avulsione che hanno le mamme per i matrimoni dei figli con persone a loro sconosciute: come se le dovessero sposare loro! Non é che uno deve andare a dire alla propria madre tutti i dettagli di tutte le persone che si sposa. Io poi sono proprio uno che a queste cose ci tiene: l’ultima volta che ho presentato la mia futura moglie é stato fuori dall’ingresso delle scuole elementari. Un uomo delle istituzioni insomma.

Comunque la cosa che mi ha irritato é che lei abbia subito insinuato che il matrimonio potesse essere organizzato a tavolino, perché quando le ho detto che la mia sposa sarebbe stata Michiyo-san mi ha subito risposto “Non ti sposerai per il passaporto giapponese vero??!”.
“Ma nooooo!!” ho risposto io con tono offeso “Tu nutri sterili pregiudizi! Solo perché casualmente a lei sta per scadere il visto britannico ed io non ho mai ricevuto risposta ai 3000 curriculum che ho mandato in Giappone non significa che non ci vogliamo bene!”.

Certo, ai rappresentanti dell’Home Office bisognerebbe spiegare perché io e Michiyo abbiamo pochissime foto insieme (“Sa, lei crede che l’anima rimanga intrappolata nelle foto!”), non siamo mai andati in vacanza insieme mentre io per i fatti miei giravo il mondo (“Eh, la cultura giapponese del work-commitment!”), non abbiamo regali che testimonino il nostro amore (“Noi siamo per la praticitá: solo generi alimentari!”), non viviamo insieme (“Lavoriamo in due parti diverse di Londra..”) e non sappiamo nemmeno dire il titolo del film preferito dell’altro (“non é che uno una mattina si alza e dice tranquillamente ‘Cara, non é che stasera ti va di guardare ‘Sen to Chihiro no kamikakushi?’”)

Certo, per aggirare tutti questi problemi di controlli basterebbe sposarsi nella sola ed unica repubblica dal bollino blu, peccato che con le poco femministe leggi italiane come minimo al momento del divorzio mi verrá ordinato di elargirle un assegno di mantenimento della modica durata dell’eternitá, mi verrá ordinato andare via di casa (anche se non viviamo insieme), di pagarle l’assegno di mantenimento di figli (anche se non ne abbiamo) e di mantenerli fino a che saranno indipendenti cioé a 35 anni circa.. insomma alla fine credo che non ci sposeremo.

Mi spiace molto perché la buona Michiyo non si merita di essere spedita a casa cosí, non dopo 9 anni di sacrifici, non quando hai la certezza di aver trovato il posto dove vuoi vivere ma hai la sfortuna di non esserci nato… é tutto molto ingiusto e fa realizzare che definirsi cittadino del mondo il piú delle volte finisce col significare essere cittadino del niente.

Se la regina passa a miglior vita

La domanda mi é stata posta durante le vacanze natalizie ed a parte l’ovvia risposta che scaturirebbe normalmente dentro ognuno di noi (“Ma la regina non puó morire! E’ immortale!”) purtroppo la veritá che io non ho la piú pallida idea di cosa succederá esattamente quando la regina piú amata del mondo verrá a tirare le nobili cuoia.. e voi?
Beh fortunatamente c’é internet che ci spiega tutto quanto e ci prepara ad un evento piú unico che raro (la Regina é ovviamente contentissima che noi ci stiamo informando su queste cose..)

Dunque.. alla morte della Regina Elisabetta II il Principe Carlo diventerá immediatamente Re (del Regno Unito).
La stagionata Camilla diventerá la principessa consorte (NON regina, tié).
Il Principe William diventerá il nuovo erede al trono e prenderá il titolo di Prince of Wales lasciatogli da Carlo.
Se il Principe William avrá un figlio questo sará immediatamente l’erede successivo, altrimenti alla morte di William l’erede al trono diventerá Henry (Tra l’altro, stupore, si chiama proprio Henry e non Harry)

Il giorno dei funerali della Regina si proclamerá giorno di lutto nazionale. Non si conosce di preciso l’estensione e impatto dell’evento ma calcolando che stiamo parlando di un regno della durata di 57 anni (!) é probabile che si tratterá di una cosa mastodontica. Bisogna anche considerare che non si tratta solamente della Regina del Regno Unito ma la cara Elisabetta é anche Regina di altri 15 stati sovrani (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Jamaica, le Barbados e le Bahamas tre gli altri..) nonché la Suprema Governatrice della Church of England (cioé la versione femminile di Benedetto XVI..): quel giorno chiuderanno tutti i luoghi di intrattenimento: i cinema, i teatri, i clubs, i centri sportivi, i locali di spogliarelli .. le TV cancelleranno i palinsesti, ci sará una cerimonia colossale nella cattedrale di Westminster e tutti staranno a casa dal lavoro e da scuola (grazie Betty ti adoriamo!!! – … speriamo che non sia nel weekend!)

Il giuramento, la proclamazione e l’incoronazione di Carlo e William avverrano dopo i funerali di stato, solitamente entro i successivi 6 mesi (anche se Carlo ha fino ad un anno per decidere una data).

La cosa piú fumosa sará quello che succederá dopo: Molti stati del commonwealth si eleggeranno probabilmente repubbliche, la monarchia come valore (giá abbastanza di facciata) andrá probabilmente giú per water. La Regina é inoltre amatissima perché molto vicino al suo popolo (quale Regina viaggia col taxi cab nel weekend, gioca col Nintendo Wii .. e puó vantare una foto dove cambia la ruota della macchina?!).. insomma la vedo molto dura per il povero Carlo e la sua mefitica consorte.

Ad ogni modo.. chi vivrá vedrá!
…appunto, a parte qualcuno… :angel

End of a Decade (Looking back the way we came)

La fine di una decade é una cosa shoccante. Mi sto riprendendo a fatica.

E’ prendendo spunto da linee d’arrivo come questa che ci si rende conto dell’incremento -vero o presunto- della qualitá della vita  rispetto a quella di dieci anni fa: Oggi abbiamo il GPS sulla macchina, internet sul cellulare, la TV al plasma, i videogiochi online, la lavatrice intelligente, l’alta definizione, le videochiamate, il trapianto facciale, l’ipod.. diosolosa cosa ci é stato dato in questi 10 anni di cui neanche ci rendiamo conto di essere ora dipendenti.

Con un piccolo sguardo retrospettivo ci si rende anche conto che i cambiamenti arrivano piano piano, si introducono silenziosamente, ci fanno credere che non si tratti di nient’altro che di un piccolo miglioramento facoltativo, poi gli anni trascorrono lenti, quotidianamente lavoriamo per toglierci l’ultima sciocca soddisfazione tecnologica, invecchiamo un po’ fingendo di non sentirlo, infine un bel giorno ci guardiamo alle spalle ed é tutto lí, un lungo ponte grande quanto una generazione e costruito a poco poco mentre non stavamo guardando: I bambini hanno cambiato i giocattoli, i giovani hanno cambiato gli eroi, gli adolescenti hanno cambiato le aspirazioni.

I cambiamenti esistenziali poi fanno ancora piú paura.
Dieci anni fa mi introducevo con passo tremolante nel mondo lavorativo, andavo al bar in centro girando sul Phantom Malaguti, ascoltavo la musica dance e mi lasciavo chiamare truzzo, non parlavo inglese, non avevo mai viaggiato solo. Nomi come New York, Londra e Tokyo evocavano immagini di immensi parchi giochi aperti 24 ore su 24 dove esisteva solo il concetto di divertimento e di libertá, ma niente mi spingeva ad andarci. Non ne avevo bisogno. Nutrivo dei sogni, ma l’ obiettivo principale della mia vita era divertirmi ed evitare i problemi, non inseguire i miei sogni. Qualcosa poi é cambiato. A pensarci bene credo che se il mio io di oggi dovesse incontrare l’io di dieci anni fa gli darebbe dell’italiano medio.
Quanto sono maturato e quante esperienze ho acquisito da quell’io che ero una volta. Quante persone ho incrociato sulla mia strada che mi hanno fatto diventare quello che sono, quante storie ho ascoltato che mi hanno cambiato.

Cosa avranno in serbo per me i prossimi dieci anni? Quali gli avvenimenti dal punto di vista della qualitá della vita? La televisione in 3D? L’intelligenza artificiale? La comunicazione cerebrale?

E quali avvenimenti dal punto di vista esistenziale? Nascite? Morti? Nuovi incontri? Viaggi nello spazio? Al di sotto degli oceani? Fremo all’idea.
Una cosa é certa: Di una vita non bisogna buttare via niente, é sempre bello prendere un’occasione per voltarsi a guardare da dove si é venuti.

Arroganza Italiana ed Orgoglio Britannico

Di cosa possiamo parlare in questo freddo dicembre londinese?
Per scaldarci potremmo ad esempio scatenare un flame e discutere della differenza tra poliziotti arroganti ed italiani medi. Parliamo ad esempio di quella studentessa italiana che é finita sulle pagine dei quotidiani online britannici ed italiani (ma soprattutto italiani) per essere stata arrestata dopo aver filmato alcuni edifici pubblici attorno alla stazione di Farringdon.
Ne si puó ampiamente leggere notizia sul Corriere dove l’articolo recita: “Arrestata secondo le leggi anti-terrorismo, tenuta in cella per cinque ore e poi multata, semplicemente per aver filmato alcuni edifici”.
Notizia che riempie la bocca, peccato che sia – come da tradizione italiana- falsa o incompleta. Bisogna leggersi tutto l’articolo o passare al piú affidabile articolo originale del Guardian (Che recita: “Studentessa italiana RACCONTA di essere stata arrestata dopo un filmato per divertimento”) per apprendere che la storia forse non é cosí semplice.
Innanzitutto bisogna chiarire che la ragazza é sí stata portata in centrale e trattenuta per 5 ore, ma non per avere scattato fotografie inoppurtune ad edifici importanti bensí per avere prima guidato la sua bici in una corsia contromano, poi per avere filmato l’ubicazione delle telecamere di sicurezza del centro direzionale di Paddington, poi avere rifiutato di collaborare con la polizia e di mostrare il filmato, poi rispondendo in maniera evasiva ed arrogante ai poliziotti che le chiedevano informazioni. E’ stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, non per avere filmato alcuni edifici. Ma questo non é certamente sufficiente ad ammorbidire il processo di additamento dei poliziotti britannici cattivoni, Fabio Cavalera – sempre sulle pagine del corriere – titola addirittura “I poliziotti fuori di testa” e poi all’interno dell’articolo aggiunge “In questi giorni i quotidiani britannici sono molto attenti alle vicende di casa nostra. Fanno bene a tenere alta l’attenzione sulla libertà di stampa e sulle libertà civili. E ‘ un sacrosanto dovere dei mass media. Ma se guardassero anche a ciò che accade sotto le loro finestre avrebbero di che scandalizzarsi. Forse di più.”
Giá, peccato che se qualcuno avesse un minimo di consapevolezza delle leggi britanniche capirebbe che i poliziotti in questione non hanno fatto altro che il loro dovere ed anzi ci sarebbe stato da scandalizzarsi per il contrario. Come la maggior parte dei fotografi londinesi (amatoriali o professionisti) ben sa non é affatto raro trovarsi a dover fornire spiegazioni ad agenti di polizia che ti ’beccano’ a fotografare siti sensibili. La maggior parte di questi fotografi  – tra i quali rientra il sottoscritto – puó testimoniare che con un briciolo di cooperazione e di rispetto per la carica che queste persone ricoprono si puó scoprire che é il fotografo ad essere in errore nel compiere tali fotografie ed é nei diritti e doveri del poliziotto prima informare di ció ed in seguito assicurarsi che l’incolumitá nazionale non sia a rischio accertandosi del motivo di tale interesse verso il soggetto fotografato. Trovarsi a leggere di storielle di italiani medi che si divertono a fare il gioco del ‘lei non sa chi sono io’ per poi piangere di essere stati abusati psicologicamente fa ridere i polli, un po’ come il puntuale racconto dei parenti italiani che rientrano in Italia indignati perché la loro irrinunciabile battuta del “Ah ah ho una bomba in valigia” proprio di fronte al security-check ha scatenato la perquisizione dell’intera famiglia con relativo ritardo generale dell’imbarco. Non gli riesce proprio di capire come sia giustificabile un tale livello di severitá in una cittá dove 52 civili sono stati fatti saltare per aria sulla via verso il lavoro in un attentato terroristico soltanto quattro anni fa. Eh no, é molto piú soddisfacente e moralmente appagante dire che i poliziotti britannici sono ‘fuori di testa’ -mentre magari quelli italiani si comprano con un piatto di pasta- piuttosto che ammettere che quello che loro additano come l’irrinunciabile arroganza britannica non é altro che la scusa per giustificare l’irrinunciabile arroganza italiana.

Ti tiro una Madonna

SilviohitDalle mie parti quando una persona ti sta particolarmente sulle scatole tu ‘le tiri una Madonna’, ossia la mandi a quel paese. A quanto pare a Milano invece si tende a tirare proprio la Madonna e tutto il Duomo, possibilmente in ferro.

La notizia sembrava una di quelle di serie-b, un criminale che ferisce un criminale, storie che leggiamo ogni giorno sui gionali, ma io sono chiaramente troppo ingenuo perché a neanche un’ora dall’accaduto la stessa era riportata sulle prime pagine di tutti i siti di news del mondo (BBC, Times, Guardian, etc), non si capisce se per far notare come dei due delinquenti in questione uno solo andrá in galera, o se sia piú che altro perché un episodio di violenza di questo tipo verso una carica pubblica sia tutto sommato piuttosto raro.

Poi si apprende che il signore che ha lanciato questo oggetto simil-metallico al presidente del consiglio fosse mentalmente instabile. Beh, questo é francamente ovvio: Se voi voleste fare del male ad un politico di spicco lo fareste ad un suo comizio? Voi provate ad immaginarvi nel mezzo di un comizio di Berlusconi (quindi circondato dai fan sfegatati di Berlusconi) un momento dopo che questi hanno congiuntamente realizzato che siete stati voi a spedire in ospedale il loro idolo con il volto sanguinante… No, non credo che nessun essere mentalmente stabile vorrebbe trovarsi un quella situazione, a meno che cerchiate un modo originale per suicidarvi, un po’ come buttarsi nella vasca degli squali o cadere nel recinto dell’orso allo zoo. In questo caso credo sicuramente ai giornali quando dicono che é stato salvato dal linciaggio. Adesso bisognerá vedere se uscirá vivo dal carcere.

L’altra cosa é: lo scenario italiano sta veramente diventando da pre-guerra civile. Dobbiamo sicuramente condannare episodi di violenza come questo, ma sopratutto dobbiamo preoccuparci su cosa “succederá dopo”. L’Italia é in crisi, il regno di Berlusconi é verso il tramonto, la gente é stordita da una realtá completamente mistificata.. come si sveglieranno da questo incubo gli italiani? Mi sembra di rileggere degli attentati a Benito Mussolini quando esisteva lo strato della gente che “credeva di sapere” e quella che “sapeva”. Alla fine del regno dittatoriale di Mussolini la gente era ancora incapace di comprendere se tutto quello che era accaduto sotto la sua influenza fosse stato un bene o un male. Molti non l’hanno capito ancora ora! Lo stesso avverrá per Berlusconi. Per ora la macchina di manipolazione mediatica ha (ri)cominciato la sua opera di lobotomizzazione: si comincia a parlare di mandanti morali, di complotti, di cellule eversive localizzate su internet, arriveranno interviste, documentari, plastici.. ce ne sará per settimane, Berlusconi verrá prima vittimizzato e poi santificato. Non si parlerá piú dei sui processi, delle sue corruzioni, dei suoi falsi in bilancio, si parlerá soltanto della salute di Berlusconi, della sicurezza di Berlusconi, delle guardie del corpo di Berlusconi.. poco importa se giornali ben piú seri di quelli italioti persino riportando una notizia cosí ‘laterale’ non mancano di aggiungere che la ‘vittima’ di questo attacco é stata accusata di aver dormito con prostitute, di aver creato leggi ad personam per evitare processi, di avere legami con la mafia. Macché, in Italia tutto questo verrá oscurato come per magia da un souvenir del Duomo.

Pre-Budget Report 2010

Il nostro amico Alistair Darling (nella foto a sinistra) ha finalmente reso pubblico il pre-Budget report 2010, che tutti i britannici disadattati hanno scandagliato con ansia come farebbe una quattordicenne esagitata con le date del tour 2010 di Vasco.
Leggendo il rapporto non sono sicuro di capire in che punto precisamente Alistair crede di far uscire i soldi per portare il Regno Unito fuori dalla crisi, ma d’altro lato sono in pochi a capirlo quindi non credo di essere solo. Anzi per essere piú precisi solo lui capisce esattamente cosa sta facendo. Sará che queste tecniche di “stimolo dell’economia” sono sconosciute a noi italiani espatriati, abituati a sentire di stangate e stangatine con cadenza semestrale.
Ad ogni modo eccovi i tratti salienti del rapporto, che vi faranno scalpitare dalla sedia dell’ufficio come la signora Veronica Lario che legge l’estratto conto.

Il national insurance verrá aumentato di un (ulteriore) 0.5% da Aprile 2011. Alistair crede che applicando questa tassa ‘fantasma’ (fantasma perché piú o meno impercettibile) il costo del servizio sanitario pubblico diminuirá. Da notare che la tassa verrá applicata soltanto ai cittadini “ricchi”, e qui viene la cosa interessante perché secondo Alistair “ricco” é chi guadagna piú di 20,000 sterline l’anno, il che fa di me e tutti quelli che conosco un ricettacolo di schifosi vanagloriosi baldanzosi boriosi benestanti borghesi. Praticamente, tanto per chiarire, per non essere ricco vuol dire che abiti a St. James Park (intendo dentro) o a London Bridge Road numero 1 (intendo sotto).
L’altra cosa interessante é che FINALMENTE verrá introdotta una onerosa tassa del 50% sui bonus dei manager delle banche, non perché ci sia stata una scelta valutata ma semplicemente perché se questa cosa non fosse stata attuata tutti sanno che ci sarebbe stato un linciaggio pubblico alla prima occasione. L’unica cosa che non capisco é perché la tassa debba venire pagata dalla banca piuttosto che dall’individuo stesso, che secondo me ha piú senso, ma chiaramente questo é il motivo per cui io sono qua e Alistair é lá: lui vede cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.

Una buona notizia che invece capiscono tutti é che la pensione di stato aumenterá del 2.5% da Aprile 2010 (che dire, un aumento della pensione di stato in piena recessione.. ci vogliono le palle) e lo stesso sará per gli assegni di mantenimento e disabilitá. Insomma, tutto come in Italia.

Un’aumento di 50p (50 centesimi di sterlina) verrá infilato in bolletta a tutti i contratti di telefonia fissia per … finanziare l’installazione di reti internet superveloci nel prossimo futuro. Insomma, anche qua tutto come in Italia.

Concludo riservando invece un attimo di raccoglimento per la vera brutta notizia: L’economia britannica é in riduzione del 4.75% nel 2009. Voglio dire: é tantissimo. Molto peggio del 3.5% originalmente previsto ad Aprile. Alistair che fa l’ottimista e vuole tenere il suo posto di lavoro dice di non preoccuparsi e che ci sará una crescita del 1% entro il 2010 e (poi, con calma) del 3.5% nel 2011 e 2012. Ecco questa secondo me é la notizia piú brutta perché io tra me e me faccio due conti e mi dico: se io prima producevo 100 e ho perso il 50% ora produco 50, ma se l’anno seguente produco il 50% in piú non produco piú 100 ma produco 75. Mi ci vorrebbe un aumento del 100% per produrre quanto producevo prima e non andrei nemmeno in pari con quanto ho perso nel primo anno. Ora, se l’economia britannica ha perso il 4.75% nel solo 2009 e crescerá del 1% nel 2010 … quanti anni ci vorranno per riportare l’economia britannica al punto in cui si trovava prima della crisi?
Ad Alistair l’ardua sentenza.

Figlio mio, lascia questo Paese

Lo so che ne ho parlato giá mille volte dello stato putrefacente dell’universitá e del mondo lavorativo in Italia e dei sentimenti di chi non vorrebbe che fosse cosí,  di cosa si prova a combattere contro muri di indifferenza per avere in cambio un briciolo di riconoscimento, di chi vorrebbe vivere in un paese che prova a migliorare le cose, di chi é stanco di assistere al mostro del nepotismo sfamato quodianamente da grassi magnati del potere, di chi é stanco che tutto questo venga ignorato da chi dovrebbe impegnarsi a far funzionare un paese ed invece lo usa come squallido mezzo per centrare i propri interessi personali.

Ho scritto della signora Rita, dei due neoroscienziati pugliesi, ed oggi scrivo del signor Pier Luigi Celli, direttore della Libera Universitá Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli, che ha pubblicato una lettera aperta al proprio figlio nella quale oltre a congratularsi per la raggiunta del capolinea dei suoi studi universitari lo esorta a cercare una carriera lavorativa.. all’estero.
Eh sí, fa specie che il direttore di un’universitá inviti il proprio figlio a cercare una carriera lavorativa oltre confine, forse anche per questo la lettera ha scatenato tante discussioni in rete (ma mai tali da ottenere una rilevanza giornalistica superiore alla notizia del giorno su Cristian De Sica e Belen Rodriguez), ed ottiene la duplice funzione di dare grande credibilitá alla situazione riportata e un senso di inevitabile arrendevolezza di fronte al sistema ormai marcio a livello nazionale.
Non posso ovviamente negare di trovarmi perfettamente d’accordo con quanto il signor Celli scrive nella sua lettera (vi invito a leggerla, é quasi toccante) anzi é esattamente quanto direi io a mio figlio. Ma la cosa che fa piú male, come sempre, non é realizzare che il problema esiste, bensí che pochi, pochissimi di quelli che ne sono coinvolti sono poi effettivamente interessati a risolverlo. Quelli che hanno qualcosa da dire, quelli che esprimono malinconia, disagio, rabbia, sono gli stessi che hanno mollato, quelli che se ne sono andati, quelli che oggi sono responsabili di laboratorio e ricercatori scientifici in America e in Gran Bretagna e che vorrebbero per i propri figli un destino in una vita non da rifugiati o emarginati. Riempiono pagine di commenti sui siti delle testate giornalistiche che riportano queste notizia, scrivono lettere a governi e associazioni, partecipano a manifestazioni di protesta. Ma gli altri, gli altri….
Gli italiani sono ormai addestrati nell’arte della sopravvivenza personale, le pugnalate alle spalle sono all’ordine del giorno, non esiste alcun senso di bene collettivo, lo Stato é il nemico, il truffatore viene chiamato furbo e l’onesto viene chiamato ingenuo, i mafiosi sono i nuovi eroi di stato e uomini corrotti e falsi sono diventati i rappresentanti di una nazione,  il marcio é insinuato nei cervelli a livello di subconscio, l’apparenza é diventata sostanza, la sostanza futilitá, la spietatezza il pregio da coltivare e il buonismo il difetto da reprimere. L’obiettivo non é piú combattere la disonestá ma imparare a praticarla. Cosa ne sará di questo paese? Un paese in mano ai furbi puó soltanto generare altri furbi.

Datemi un aereo che io ci salgo

Questa mattina appena giunto sul lavoro faccio per accedere all’edificio dal parcheggio sotterraneo per rendermi conto che una luce rossa sul lettore del badge mi vieta l’ingresso.
Prendo le scale di emergenza e salgo al primo piano ma ancora una volta non riesco ad entrare. Salgo al secondo piano. Poi al terzo. Nessun successo. Ripercorro i miei passi e tento di entrare dall’entrata principale ma ancora una volta il badge non mi lascia passare oltre le barriere. La gentile signorina alla reception prova la mia tessera sul computer e mi conferma che l’accesso mi é stato revocato. Nel mondo finanziario questo é il sintomo di una sola cosa: ‘redundancy’, il licenziamento in tronco.

Vi giuro, mi sono stupito di me: ero contento! Non ho saputo resistere all’eccitazione del momento. Mi sono detto: che bello, sono anche io redunant come tutta quella gente.. sono senza lavoro anche io.. chissá che bel post scrivo stasera.. posso cercare un altro lavoro.. magari poi cambio casa.. posso spostarmi in un’altra zona di Londra.. oppure perché no potrei cambiare cittá.. potrei prendermi un periodo libero per viaggiare in Europa.. o potrei andare a fare opera di volontariato in Africa.. o potrei andare a San Francisco a trovare Jessie e vedere se mi ospita un po’ a casa sua.. peró devo trovare qualcuno a cui lasciare la mia roba..
Insomma mi sono trovato a sognare ad occhi aperti come un bambino fuori dal cinema, mentre attorno a me impiegati infreddoliti si affrettavano ad entrare nell’edificio con il loro caffe di Starbucks sotto mano ed io li guardavo un po’ come la mucca che guarda i treni passare. E sí che il mio lavoro mi piace anche!!

Ho ovviamente dovuto chiamare security prima di tutto per chiedere un motivo ufficiale per la cancellazione del mio pass, e soprattutto per chiedere di portarmi la mia guida turistica della Polonia che avevo lasciato sulla scrivania e avevo pagato ben 17 sterline!
Mi risponde il capo della security (quello del post famoso) che mortificato mi spiega che il mio pass é disabilitato perché tutti i pass scadono dopo 3 anni e ieri sera si é dimenticato di rinnovarmi l’accesso. Cioe significa che lavoro dove lavoro da 3 anni!
Sono rimasto un po’ deluso e anche un po’ sconvolto: Come é possibile che io abbia lavorato nello stesso posto per 3 anni?!? Ma sopratutto: Come é possibile che tutto quello che le persone normali cercano disperatamente a me non sembra interessare?? Diamine parliamo delle sicurezze della vita: Il posto fisso, il legame sentimentale, il mutuo, il gatto, i figli, la suocera..
Macché. Il motto della mia vita praticamente é: datemi un aereo che io ci salgo. Ci si potrebbe fare uno striscione pubblicitario.

Mafia e Mignotte, Mignotte e Mafia

puppeTra gli articoli piú letti del giorno sul Times ne spicca uno in particolare che é una favolosa lenzuolata di complimenti sull’Italia. (..sono ovviamente ironico).
In realtá si parla di quel che si parla sempre quando in Inghilterra si parla di Italia: mafia e mignotte, mignotte e mafia. Accanimento giornalistico straniero, si potrebbe dire.
Ad ogni modo nell’articolo in questione si riporta di come la signora D’Addario dopo aver passato la notte col signor Silvio Berlusconi sia stata attaccata e minacciata, buttata fuori dalla strada con la macchina, minacciata di stupro, di romperle le ossa, di spaccarle di denti.. le solite cose insomma. Si racconta di come alla spinta nel lettone di Putin sia seguita la spinta per candidarsi alle elezioni regionali tra le file del PDL (pare che solo una delle due spinte fosse figurata). Si racconta anche di come il pentito mafioso Gaspare Spatuzza abbia confessato ai magistrati che nell’anno 1994, in concomitanza con l’ingresso di Silvio Berlusconi in politica, il capo mafioso Giuseppe Graviano gli abbia assicurato che Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri sarebbero stati i loro “protettori politici”. Coincidenza curiosa dato che il secondo sia stato poi condannato per mafia (ma sempre saldamente agganciato alla sua fida poltrona parlamentare). Insomma in Italia ci sono sempre tante coincidenze.
Coincidenze sui quali i giornalisti italiani amano glissare, oppure amano riportare le dichiarazioni dei politici pari pari anche quando sanno perfettamente che dicono il falso ma senza aggiungere quel rigo che dice ai lettori “guardate peró che qui sta mentendo”, fanno insomma passare le notizie per qualcosa che non sono. Ad esempio dopo che si sará scoperto che il trans del caso Marrazzo é stato ucciso, Studio Aperto per confondere le acque titolerá “Brenda é stata uccisa: Voi chi sospettate, Dylan o Brendon?”.

Prendendo spunto da un commentatore dell’articolo del Times, credo che i berlusconiani si dividano in due categorie: quelli che lo supportano perché accettano il sistema “sporco cosí com’é” e aspirano a diventare come lui, oppure quelli che lo amano nella beata ignoranza poiché manipolati dai suoi media.
Per quanto riguarda gli antiberlusconiani, credo che si dividano in quelli che sono di idee politiche opposte alle sue (leggi anche: “la sinistra fantasma”) o quelli che magari vorrebbero essere di destra ma hanno una concezione di onestá un po’ piú “palpabile” rispetto a quella dell’attuale governo in carica.
Per quei tre disadattati che rimangono fuori dai giochi, quelli a cui non interessa poi molto chi é in carica ma vorrebbero solo vedere un dibattito serio di gente onesta con ideali ed idee diverse ma ugualmente interessate a mandare avanti un paese… beh, in bocca al lupo con quel biglietto aereo.