The First Step is Admitting You Have A Problem

Ok lo ammetto: ho un problema con i videogiochi. Sono dipendente dalla nascita, cosa ci devo fare, vorrá dire che mi troverete un giorno in camera mia morto con il pad in mano e la bavetta alla bocca. Sebbene sia una persona con un sacco di interessi e passioni ed ami ad esempio andare al cinema, nuotare, ballare, cucinare, andare ad un concerto alternative rock a prendere stivalate nei denti eccetera eccetera, i videogiochi per me non rappresentano soltanto uno svago ma anche una necessitá, é come la medicina per la malattia cronica, se non tocco un pad per determinate ore consecutive divento ansioso, mi mordo le unghie, mi gratto le braccia, mi si abbassa la pressione, mi viene la pelle a macchia di leopardo, la voce a imbuto, il culo a mandolino, mi deprimo, appassisco ed infine muoio.

Ahimé, rimpiango mesto i lieti giorni della scuola quando mi ritrovavo con un sacco di tempo libero tra le mani e mi potevo permettere di sacrificare inutili ore di studio per produttive ore di terapia videoludica.. oggi invece delle inutili ore di studio sacrifico inutili ore di sonno ed il risultato in termini di prestazioni sociali stranamente non é dello stesso livello (mi domando perché).
Ad ogni modo questa mattina pioveva, e uno a Londra quando si alza e vede che piove di solito dice “oh shit”. Io no, io mi rallegro, io dico “olé che bello, cosí invece della bici vado al lavoro in bus e intanto gioco con il Nintendo DS! Anzi speriamo anche che ci sia anche qualche bell’ingorgo in centro cosí arrivo tardi!” insomma ecco questo genere di pensieri. Stiamo parliamo dell’entusiasmo di andare al lavoro insomma.
Mi accingo dunque a salire sul bus armato della mia macchinetta tipo insulina e con l’abilitá di un ninja immediatamente visualizzo l’unico sedile rimasto libero nell’intero bus (che a causa della pioggia ovviamente é piú ripieno di un tacchino a Natale), fiondandomi verso il mio obiettivo con la stessa energia di un centrometrista alle olimpiadi di London 2012. Lo raggiungo con mia grande soddisfazione schivando un enorme panzer di 112 chili che sta facendo una colazione bilanciata con una confezione formato famiglia di cosce di pollo fritte lasciate a bagno nella maionese e compio il magico rito dell’inserire gli auricolari nelle orecchie ed accendere la console, e da quel momento ADDIO MONDO!, Oby é partito per un altro pianeta e non lo rivedrete tanto presto, fisso soltanto una sveglia biologica che mi dice che dovrei alzare lo sguardo entro 20 minuti e tanti saluti, dó il via al mio “viaggio nel viaggio”.
In questo momento nessuno mi potrebbe disturbare, sto giocando al mio gioco preferito: “Phoenix Wright Ace Attorney“, altresí conosciuto nel circolo degli amici come “Il gioco dell’avvocato”, un’avvincente derivato di una novella interattiva dove vestendo i panni di un’avvocato alle prime armi dobbiamo scagionare il nostro imputato dalla ingiusta accusa di omicidio colposo. “Obiezione!!!” Urlo cosí nel pieno della mia foga difensiva “Signor Giudice! Il testimone dichiara di aver sentito il campanello della vittima suonare alle ore 7.50, ma io chiedo che venga messo agli atti che la compagnia elettrica dichiaró un guasto alle centralina dalle ore 7.30 alle ore 8.30 e che durante quel periodo nell’edificio non era presente elettricitá, pertanto il testimone sta chiaramente mentendo!!”
Sono momenti di palpabile tensione, l’elettricitá si percepisce nell’aria.. “Dica la veritá testimone, lei era in pessimi rapporti con il suo vicino di casa, lo detestava al punto da ucciderlo a freddo approfittando della mancanza di luce per poi vergognosamente accusare il mio cliente! Confessi!!”.
Guardo casualmente l’orologio della vita vera: sono le 8.40. Realizzo che sono volati 40 minuti e la mia sveglia biologica non ha funzionato. Mi faccio subito prendere dal panico “Cazzo, merda, é tardissimo, ho perso la fermata, dove cazzo sono, porca puttana” (quando mi faccio prendere dal panico la mia nota classe aristocratica si mostra in tutta la sua grazia). Alzo lo sguardo dalla mia console di gioco per abbracciare la sconcertante scoperta: Il bus é completamente deserto.
Faccio fatica a realizzare: sono scesi tutti, mi trovo sul bus completamente solo, non c’é nemmeno il conducente, sembra una scena post apocalittica dal film “I am Legend”, mi preparo psicologicamente a chiamare Susan per raccontare di come sono finito accidentalmente ad Ipswich in un momento di distrazione, a centoquaranta chilometri da Londra e con le volpi che mi leccano le suole delle scarpe. Poi mi faccio coraggio e mi spingo giú dal bus per vedere dove mi trovo. Noto immediatamente vicino a me una colossale nube nera che si propaga dal retro del bus come un monito di morte, il conducente si trova proprio lí, al telefono con l’assistenza degli autoveicoli ed incazzato come una iena bandata del Ruanda.. questo spiega perché tutti abbiano abbandonato il veicolo! Cerco una fermata del’autobus, poi mi volto. Sopra la mia testa, mastodontico ed inamovibile, il London Bridge. Realizzo che mi trovo a due fermate da casa, e che ho dunque trascorso 35 minuti della mia vita su di un bus fermo al ciglio della strada. E io mi dico: perlaputtana (sempre preso dalla mia classe aristocratica), io avró anche un problema, e va bene, ma in questo esercito di curnuti londinesi NON UNO che abbia perso 4 secondi del proprio tempo per darmi un’accenno di indicazione per farmi notare, chessó, che il bus stava vagamente andando a fuoco!!

9 comments to The First Step is Admitting You Have A Problem

  • DarkStalker

    Beh sei stato anche fortunato. Una volta ero con il portatile sul treno e stavo scrivendo un programmino. Beh ho fatto in tempo ad andare a Milano e tornare indietro senza accorgermi di niente (un’ora e mezza di viaggio) 😀

  • Olong83

    Passino i videogiochi… ma perdere la testa per un gioco con l’avvocato no!!! 😀
    Che dire… cambia posizione di gioco così magari come sfondo oltre la console forse riesci a vedere qualcosa… oppure butta l’orologio biologico e comprane uno digitale 😀

    byez

  • jenny

    Sono in uffiico e i miei colleghi mi stanno guardando malissimo per le risate che mi sono fatta leggendo il tuo post!!!! La parte degli effetti dell’astinenza e’ letale, devo smettere di rileggerla!!! 🙂

  • anche io adoro i videogiochi, però una console portatile non ce l’ho (ancora). per ora mi sono sempre limitata a giocare sul pc. certo che sto gioco dell’avvocato…

  • ma io mi chiedo, il conduttore che faccia ha fatto vedendoti scendere???!!!
    cmq abbiamo tutti le ns passioni, direi che è segno di salute. Bacio!

  • Ma se lei aveva le cuffie come poteva udire l’allarme lanciato dai londinesi.
    Comunque anchio ho questo problema con i videogiochi.
    Poi quando gioco contro avversari umani divento proprio un’altra persona.

  • Oh signur che pazzo! 🙂 Bè ma ti credo… il gioco dell’avvocato ti fa perdere la cognizione del tempo, è bellissimo! 🙂

  • Quando un va in trance da videogiochi non c’è nulla che lo desti 😀

  • Che vuoi farci? Ognuno ha i suoi vizi…