Ottobre 2006

27 October
Just push play
Tra milioni di persone che vogliono sfondare nel mercato della musica, come si selezionano i vincenti dai perdenti? Come si distingue l’odore del campione da quello del lattante, e il talentuoso dalla mezza cartuccia? Ho scoperto che non si distingue, semplicemente. Particolarmente nella musica "di massa" la case discografiche decidono tutto, decidono chi far diventare famoso e chi deve restare nell’angolo, chi la gente deve amare e chi deve odiare (che poi odiare è come amare, Marilyn Manson l’odio l’ha trasformato in denaro) e quella piccola fetta di utenti che non si accontenta di scegliere tra i cd presenti al supermercato spesso viene ricompensata con scoperte a dir poco appaganti. Ho scoperto che la strafamosa "Stop, dimentica" di Tiziano Ferro non è una sentita composizione originale bensì uno schifoso plagio musicale, nientepopòdimeno che rubata ad un’artista globalmente additato come ridicolo e costruito, e sapete chi? La terribile figliastra di Ozzy Osbourne: la zozza e grassa Kelly Osbourne. Ma nessuno ci fa caso: Perchè quando la cicciona balorda lanciava il suo singolo chiaramente nessuno prestava attenzione alla sua canzone, mentre quando il "masculo" Tiziano proponeva la sua "Stop dimentica" questa ci veniva presentata in pompa magna con tutte le stazioni radiofoniche in visibilio con il repeat automatico. Ora mi domando: un fan di Tiziano Ferro accetterebbe che amare "Stop dimentica" significherebbe dare un po’ credito alla odiata Kelly Osborne? O è più facile dire che "Stop dimentica" è molto più bella per via della bella voce di Tiziano contro quella anonima di Kelly? O addirittura si sarebbe capaci di negare l’evidenza dicendo che le due canzoni sono diverse e che quella di Tiziano è chiaramente più bella? Colpito dalla cosa, dopo un paio di salti nei forum vari per captare reazioni io dico solo una cosa: che la razionalità è una merce rara, specie quando si ama un artista, e che se solo riuscissimo a valutare un po’ di più una cosa per quello che è e non per chi ce la consegna tutti potrebbero godere di maggiore libertà di scelta in futuro. Di certo Tiziano Ferro non si è fatto fermare dai pregiudizi, visto che la canzone di Kelly Osborne l’ha ascoltata e gli è pure piaciuta Cmq lo so che vi ho incuriosito, il media player è lì che vi aspetta .. just push play. Poi mi direte.
23 October
You have guests..
Questa settimana per la prima volta ho ricevuto un’invasione nella mia "nuova vita londinese" da parte della mia "vecchia vita italiana". In poche parole ho avuto un ospite. Si tratta della mia cara amica Laura giunta appositamente dai peggiori bassifondi della bergamasca (che più bassifondi non si può, difatti è mia vicina di casa) per mordere un assaggio di vecchia Londra, nonchè tastare un pizzico della vita che mi sono costruito da un mese a questa parte. Peggio dell’ispettore delle imposte insomma. Alla fine l’evento si è sovrapposto alla mia prematura dipartita dalle ali protettive della Stronza (vedi articolo sotto), che mi ha lasciato a casa con ben 1 giorno di anticipo (del tipo "domani non vieni") forse perchè come una mantide religiosa aveva ormai succhiato il mio succo ed era pronta a finirmi, o forse per spirito di amorevole madre perchè ormai ero sufficientemente autonomo, un po’ come per i cuccioli di lupo della steppa siberiana. Ad ogni modo diciamo che per questo motivo sia io che la mia ospite italiana ci siamo goduti un periodo di puro turismo in giro per la capitale inglese, con tutti i carismi della deficienza italiana esportata all’estero (e io ancora mi chiedo se all’estero sono solo i bergamaschi o proprio tutti gli italiani a diventare così idioti), con picchi di rara demenza mentale come nella metro di Canary Wharf quando attoniti impiegati inglesi assistevano alla nostra vissuta scenetta in cui lo scopo era buttare sulle rotaie l’altro a mò di "American Gladiators", o da Harrod’s dove pur di credere nel sogno di essere una famiglia miliardaria in vena di spesette di fine settimana siamo stati disposti a visionare accuratamente alcuni oggetti di prima necessità tra cui una serie di grammofoni dell’ottocento e lampadari di altra cristalleria, curandosi pure di fare cifra tonda con un portafrutta di cristallo di bohemia dalla modica cifra di 800 sterline. Non da dimenticare inoltre una Laura che piena di indispezione per una barretta di cioccolato dichiaratamente "per soli ragazzi" presentava le sue vibranti proteste ad una cassiera ucraina assolutamente sbigottita. Tutte pazzie che comunque nella mia vita giornaliera sarebbero state bloccate dalla preoccupazione data dall’assenza di entrate monetarie attuali, o dal pensiero della signora Demorbray che incombeva fuori casa come una valchiria sul carro fiammante a reclamare il suo affitto incombente, o dalla mia povera dispensa che piange lacrime amare implorando di essere rifornita al più presto. Così mi sono improvvisamente ricordato del bello di vivere il turismo: il turismo che è un vasodilatatore, è un rilassante, è un soggiorno nel paradiso della spensieratezza, è la scarica di droga naturale che tutti dovremmo assumere in momenti di ingorgo di preoccupazioni, e scoprire e condividere questo "giro di emozioni" con qualcuno che si conosce vale anche doppio. Vero è che il turista vede una città completamente diversa e più "luna park" rispetto all’"indigeno", ma anche l’indigeno a volte nella sua visione realistica della città perde il piacere di vivere tutte quelle cose che etichetta con un "tanto sono sempre qui" non avendo l’occhio curioso e intraprendente dell’estraneo. Tutto ciò mi fa fantasticare verso la vecchia Italia e mi fa domandare cosa significherebbe per me armarsi di guida turistica e visitare la mia città natale, Bergamo, magari armato di estraneo esuberante e con spirito di esplorazione al seguito. Qualcuno si offre?
18 October
La stronza
Giovedì la mia capa, la ormai famosa stronza bionda cotonata, mi si è avvicinata con il suo solito sguardo assassino, facendomi notare con invidiabile gentilezza che venerdì sarei anche potuto non presentarmi al lavoro (!) visto che tanto i miei connazionali italiani non manifestavano minimamente intenzione di rispondere alle sue stupide domande su fatturato e numero di staff (non me l’ha proprio detto così, ma il contenuto del discorso era quello). Pertanto mi ha invitato a fare un ultimo giro di "minaccie" tra le sue aziende obiettivo, prima di calare il silenzio per i sucessivi tre giorni e coglierne così i frutti. La stronza. Fatto è che per giustizia divina nonappena posto piede fuori dal luogo di lavoro mi squilla il cellulare: era un’agenzia di lavoro (sconosciuta) che mi proponeva di lavorare come disegnatore autocad per … UNA DELLE PIU’ GRANDI COMPAGNIE DI PIATTAFORME OFFSHORE D’INGHILTERRA. Quando sono rinvenuto mi hanno comunicato che era come servizio di consulenza e solo per una giornata lavorativa, quindi la cosa si è decisamente ridimensionata, ma ad ogni modo l’offerta è stata oro puro, considerando che il giorno di lavoro che mi hanno proposto era quello successivo (quello in cui la stronza mi aveva lasciato a casa) e con una generosa paga di 15 pound all’ora netti! Così il giorno successivo ho avuto la mia prima esperienza lavorativa vera e seria in Inghilterra, davanti una postazione con accesso ad internet e pure con il mio indirizzo di posta elettronica creato per l’occasione, circondato da colleghi inglesi che con una mano battevano sulla tastiera e con l’altra sorseggiavano il the dal bicchiere di cartone. Tutto il mio lavoro consisteva nel provare al loro cliente norvegese che l’argano della barca che gli era stata venduta poteva raggiungere la piattaforma petrolifera in qualunque condizione del mare, dovevo ruotarla a destra e a manca misurando i gradi. Mentre lavoravo, al posto dell’argano che si muoveva vedevo il mio braccio fare il gesto dell’ombrello al rallenty alla vecchia stronza cotonata, ma alla fine il mio sogno si è infranto quando effettivamente mi hanno comunicato che un nuovo dipendente non serviva. Vabè,
lunedì non ho potuto fare altro che ritornare, orgoglioso, o per meglio dire orgoglione, dalla stronza che sembrava particolarmente felice di rivedermi, rideva un po come la strega Ursula della bella sirenetta, e mentre rideva la tette le saltavano come due mele in una borsa di plastica del supermercato. Quell’immagine mi tormenterà in ogni mio incubo da qui fino alla fine dei miei giorni. Ad ogni modo modo mi sono sentito un po’ come un marito traditore che si sente sporco dopo una scappatella, ed evitavo di incrociare il suo sguardo, ma lei come una Maria Maddalena della bassa londinese, non solo mi ha riaccolto tra le sue braccia senza chiedere niente, ma è stata talmente gentile da avvisarmi in anticipo dei giorni che mi avrebbe lasciato a casa nella settimana corrente (2). Oh grazie! Che animo candido, quasi come la tonalità dei suoi capelli candeggiati. A questo punto mi domando se sarebbe disposta a rilasciami una lettera di referenze.
12 October
Videoblog!
Stamattina, mentre alle ore 7.29 me ne stavo seduto sulla metro verso la stazione di Stockwell, insieme all’altro esercito di zombie diretti pure loro al lavoro, e ascoltando a paletta tutta quella lista di mp3 necessari a non cadere con la testa sulla spalla del vicino, stavo sbirciando con attenzione le letture dei miei "compagni di vagone". Sono venuto a sapere cose importantissime per la vita di un qualsiasi londinese quali il fatto che Gwyneth Paltrow è sottoposta a stretto regime alimentare, che i cani di Claudia Schiffer hanno sbranato un altro postino, e che Kate Moss ha finito la carta igienica. Comunque, ho sbirciato anche una curiosità interessante: Google compra YouTube per la cifra spropositata di 1.6 milardi di dollari. Caspita. E nel mezzo della mia mattina sono stato attraversato dalla luce: Non ho mai pubblicato niente su Youtube! Ma stiamo scherzando! Pertanto mi sembra doveroso inaugurare la sezione videoblog, e non solo, prometto di uppare nuovi filmati quando capiterà di nuovo l’occasione:
Solo adesso non prendeteci troppo l’abitudine 🙂
10 October
Chi non lavora …
E’ ora di dire la verità nuda dura e cruda: Trovare lavoro a Londra è molto più che difficile: è difficilissimo. Bando alle palle di amici conoscenti amanti e conviventi: Ce l’avete il passaporto europeo? Potete lavorare liberamente in Inghilterra e non avete problemi di cittadinanza? Conoscete l’inglese a menadito? Non gliene frega niente a nessuno e qua nessuno vi darà lavoro se prima non dimostrate che avete già lavorato su suolo inglese! E questo è terribile ed è un serpente che si morde la coda, poichè se non inizate nessuno vi vuole assumere, ma nessuno vi vuole assumere perchè non avete iniziato. Senza contare poi la storia delle referenze nel quale gli inglesi credono ciecamente, e se per sbaglio negli ultimi tre anni siete stati licenziati o il vostro ex-capo non vi vuole fare le referenze allora cominciate pure a darvi allo spaccio o alla prostituzione perchè in Inghilterra non lavorerete mai più, neanche da McDonalds come lavapavimenti. Cmq, dopo aver fatto passare il mio curriculum a mò di spam attraverso 3000 delle 1200 agenzie di lavoro a Londra (certo, a mò di spam perchè sono arrivato al punto che cambiavo il nome del file e lo rimandavo) sono venuto a sapere da un’agenzia da me particolarmente "bombardata" e quindi esausta, di un sotterfugio losco e collaudato: più si esce da Londra e più è facile che qualcuno ti assuma senza fare troppe storie. Dopo aver quindi scavato nei tabulati di tutte le agenzie di lavoro presenti nel registro nazionale, ed essermi disperatamente presentato in tutte le agenzie di zona 2, 3, 4, 5, 6, finalmente ho visto la luce: sono finito infatti in un’agenzia di lavoro di serie B-2 probabilmente orientata ad offrire posizioni lavorative ad ex-detenuti e pregiudicati, la quale era in contatto con un’azienda di ricerca nel mercato delle reti che cercava disperatamente (e probabilmente da mesi) un madrelingua italiano, per chiamare al telefono alcune aziende italiane a chiedere due cazzate, tutto questo per una posizione temporanea della durata di, udite udite, ben UNA settimana lavorativa! Caspita! E con contratto recidibile senza alcun preavviso da un giorno all’altro da parte del datore di lavoro (contratto di una settimana, sottolineo)! Roba che un bambino piccolo appena uscito dalle scuole elementari sarebbe stato capace di farlo. E tutto sommato giustamente la tipa titubava, era indecisa se era il caso di propormi al cliente come candidato .. eh caspita giustamente avrei potuto essere malforme ad un polso e non essere capace di tenere in mano un telefono, oppure avrei potuto saper parlare italiano ma non scriverlo e quindi non sarei stato capace di scrivere le risposte ottenute dai miei colleghi d’oltralpe, o avrei potuto essere dislessico o mentalmente impedito nel parlare nella mia lingua nativa, e poi nel lavoro c’è un 10% di inserimento dati su schermo elettronico, e voglio dire, non fa niente se sul mio CV è scritto a caratteri cubitali che ho passato gli ultimi 5 anni della mia vita lavorando su qualunque cosa giri su sistema Windows, eh no magari lei pensava che lavoravo su "the windows", nel senso quelle che si puliscono una volta al mese per fare decenza quando ci sono ospiti in casa, o si aprono quando si comincia a vedere a pallini perchè manca ossigeno. E quindi ovviamente la stronza dell’agenzia dopo avermi scrutato con occhio assassino mi ha sottoposto ad un test pratico guidato su PC della durata di un’ORA per verificare la conoscenza a livello MEDIO ED AVANZATO di Word ed Excel, con allegato un bel test di velocità di battitura (già che ci siamo). Poi ovviamente quando sono arrivato alla domanda numero 50 ed era "crea una macro che permetta di generare un numero casuale ma sempre incluso tra i valori visualizzati nelle celle A2 e c5 allora ho gettato la spugna, ma il mio bel 73% l’ho portato e casa lo stesso. Senza contale le 55 parole al minuto del test di battitura. Allora poi ha iniziato a sorridere. La stronza (scusate, andava aggiunto). E’ così che stamattina mi sono presentato per il mio primo giorno lavorativo (di 5, ricordiamolo sempre) per scoprire che… l’azienda è amichevolmente familiare! … Infatti è composta da ADDIRITTURA due dipendenti, che sono marito e moglie. La cosa buffa è pensare che chi leggerà questo post penserà che sto romanzando la cosa … che magari in realtà sono 3 o 4, o due e mezzo. No no sono due.
Cmq, questi due bonaccioni, hanno inventato che rastrellando in giro per la rete informazioni riguardanti tutte le aziende europee, come i contatti telefonici o i nomi dei dirigenti, e rivendendole poi ad aziende svogliate, si può ottenere uno stipendio che permette di campare, così il mio lavoro (sempre di una settimana) consiste nel chiamare quelli più "ostici" che non hanno i nomi dei loro dirigenti sul sito internet, e farmelo dire a voce. Per una volta ho ringraziato che gli italiani sono gli unici polli in tutta in europa a non parlare inglese.
Cmq, inutile aggiungere che alle 4 di pomeriggio del primo giorno già mi stavo preoccupando di essere troppo vicino alla fine del lavoro, e che la signora Janie (la moglie) accortasi di questo, mi ha già concesso un giorno di ferie (figuriamoci, non provate neanche a chiederlo, ovviamente non pagato!) per mercoledì, che ovviamente già immagino come passerò. Se lavorate in un agenzia di lavoro alzate i filtri antispam.
Indeciso tra il ridere o il buttarmi sotto il treno, punto la sveglia alle 6.30 e me ne vado a letto. Saluti.
06 October
Splendido Splendente
Capisco che invecchiare sia brutto, ma mi domando cosa sarebbe disposta a fare la gente oggi pur di nascondere un paio di anni. Una volta al massimo ti facevi un taglio un po’ più sbarazzino, o ti tingevi i primi capelli bianchi, o magari voi donne vi mettevate un reggiseno un po’ più "reggente", ma oggi la cosa veramente fa sul serio. Se avete la fortuna di vivere a Londra per esempio, dovete sapere che stanno fioccando un po’ come brufoli su un dodicenne questi nuovissimi "cosmetical surgery centers" che, come andare dal parrucchiere o dallo scarpolino, vi rubano qualche ora del vostro tempo (e parecchie sterline, ma questo non importa) in cambio un aspetto nuovo e fiammante. Eh sì, io già mi immagino una mattina che mi alzo e dico "ma caXXXo come mai ho queste leggerissime smagliature sotto agli occhi, ma non è possibile, andiamo subito a far piallare via tutto!" e via al cosmetical center di Oxford street con la prima metrò che passa. Se siete donne poi avete una vastissima gamma di "operazioni", dall’ ingrandimento del seno, al "sollevamento + fissaggio ai piani alti", alla rimozione borse e occhiaie, senza dimenticare la sempreverde liposuzione o, perchè no, un poderosa siringata di botulino da restare con uno splendido sorrido incorniciato dalla paresi facciale fino al prossimo natale. Eh sì, ormai il mondo gira così, aveva anticipato i tempi alla grande la buona Donatella Rettore quando cantava "splendido splendente", che all’epoca non c’era neanche la crema antirughe, al massimo facevi come mia zia che ti spalmavi sulla faccia due belle fette di mortadella stagionata, con eventuale aggiunta di un po’ di maionese, e a trattamento completo se le tue rughe non erano diminuite almeno avevi una schiera di gatti a farti compagnia ovunque ti spostavi. Ah, bei tempi, l’ho sempre detto io che a nascere negli anni 70 sarebbe stato tutto più divertente.
03 October
Italiani a Londra
Questa settimana ho scoperto una cosa sconvolgente: Londra è piena di italiani. Ma veramente piena, del tipo che ci sono quartieri popolati solo da italiani e locali frequentati solo da italiani, e gestiti da italiani. Ma non solo: ci sono uffici italiani con impiegati italiani e manager italiani! Ho scoperto questo dopo essermi trovato con mio cugino, recidivo da Londra per 3 anni, che tornato lo scorso weekend per festeggiare il suo compleanno, ha chiamato anche gli ultimi italiani che dalla stazione di Turnpike lane in zona 3 si bevevano il caffè in cucina e magari non avevano neanche tanta voglia di uscire. Ci siamo trovati per una mega cena + discoteca modello "stanotte non vogliamo vedere inglesi" ed è stato come vivere in un nuovo universo parallelo, completamente diverso. Come bere acqua da una bottiglia di fanta. Come se Londra non fosse più Londra. Come mi ha preso questa scoperta? Malissimo. Ora sulla metrò comincio a guardarmi intorno con circospezione, con la certezza che ci sia qualche italiano mimetizzato tra la folla. A volte si rivelano per lo swatch, o per lo zaino della seven, a volte ci sono ragazzetti chiaramente in vacanza che girano in felpe rosa shocking targate A-style o peggio ancora Playboy con tanto di gigantografia di coniglio sulla schiena: ecco allora sono decisamente italiani. Quelli più mimetizzati di tutti si ritrovano poi al sabato pomeriggio da Tesco o da Sainsbury nella corsia della cucina italiana, a scegliere tra la passata Del monte o Buitoni ..
Ma cosa fanno tutti questi italiani qua? Quanti motivi ci sono per lasciare quello che tutti chiamano "il bel paese" per Londra?
Dicono che ognuno abbia il suo. Dicono. Poi magari è lo stesso, se lo scopro ve lo dico.
Ho conosciuto due ragazze italiane poco più che ventenni, una più esaurita dell’altra, che si trovano a Londra da 6 mesi facendo le cameriere in un ristorante, pagate con uno stipendio da fame. Una diceva "Ahh non ce la faccio più a campare con questo stipendio, non mi riconosco più, per vivere sono costretta a rubare la carne al supermercato, non ho i soldi per mangiare.." e l’altra sua amica "anche io ricordo che ero una brava ragazza, avevo anche 6000 euro sul conto e ora sono sotto di 1200, la banca mi ha già chiamato..ma il fatto è che qua non è che viviamo, sopravviviamo, non facciamo niente di male, nessuno ci può accusare di niente". Neanche Sainsbury immagino. La cosa mi avrebbe colpito al cuore, se in quel momento non stessimo tutti tracannando birra a profusione allo Slug&Lettuce di Soho. Poverine.. anzi poveritte, soprattutto perchè mentre io poi sono andato a casa a far la lavatrice loro andavano al Fabric in Farrington Street a cuccare, oltre che a farsi, a strafarsi ed infine a farsi fare (ma come sono sboccato..forse anche io non sono già più un bravo ragazzo). Di certo esiste un tipo di italiani che a Londra vengono per fare la vita che a casa non possono fare, in questo particolare caso senza l’insidia del padre (ho poi scoperto che il padre di una di loro era un ricco manager proprietario di 3 concerie in Italia Cina e Stati Uniti) che ti bacchetta per la vita sfrenata che tu vuoi ma lui non vuole per te, pertanto vengono, e non fanno altro che cercare un sostituto dell’Italia con italiani al seguito. Poi ci sono quelli come la mia Roommate Manuela: la parola d’ordine è: "Alla larga dagli italiani". Cito testualmente <>. Forse che abbiamo due amiche in comune? Ad ogni modo, l’esperienza paga, così a naso penso che le darò retta. A naso..oh oh che simpatico ho fatto anche la battuta.
Cmq decisamente mi rattrista pensare che ci sia gente che a 20 anni ha bisogno della mamma o del papà per ricordargli quale sia il confine tra il bene ed il male, che sia sottile sono d’accordo, ma passarlo così grossolanamente…e Londra qua non fa altro che amplificare i tuoi desideri, vuoi 10 e ti da 100, devi saperti anche controllare. Poi ugnuno faccia la sua vita. Siamo a Londra per avere la vita che l’Italia (o gli italiani) non ci hanno dato, dopotutto.

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