Giugno 2006

27 June
Tainted blog
Di natura sono un osservatore, e mi guardo intorno cercando di capire i meccanismi che fanno funzionare il mondo. La cosa più strana che ho trovato del mondo da quando sono nato sono le persone, perchè a differenza di qualsiasi altra cosa nessuno può dire di capire le persone. Chi dice di capirle di solito fa lo psicologo, ma non è detto che le capisca, anzi, l’unica cosa certa è che prova a capirle. Anche a me piace studiare le persone e tentare di capire come pensano, e confrontarlo con il mio modo di pensare per scoprire idee nuove e soprattutto diverse dalle mie. Oggi ho letto il commento di Emisquiz al mio post "il Mikado" postato il 17 giugno (tra l’altro quello stesso post era nato usando come catalizzatore ancora un suo commento, quindi tanto di cappello a chi mi fa lavorare il cervello).
Riporto il commento (spero non dispiaccia all’interessata, ma d’altronde se è stato postato come commento non vedo dispiacere di sorta)
Ciao Oby,
certo che i tuoi Mikado più rimescolati di così non potevano essere… Dal fatto che non sempre i figli nascano dall’amore e dal fatto che non sempre l’amore ordinario sia eterno, al fatto che sia "naturale" togliere un bimbo dalla strada per affidarlo a due pervertiti pedofili, ne passa! Perchè gay non si nasce, si diventa. Quando si perde la testa.
Questo argomento finirà per avvelenare il tuo sito. Ma non per farmi cambiare idea. Anche se scrivi molto bene, nessun bambino chiamerà mai mamma un culattino senza sentirsi lo scemo della classe. Eh, ma l’orgoglio gay è molto più importante di quello in formazione di un bambino innocente…
emisquiz
Dunque .. cosa ha mosso in me la lettura di questo commento? Vediamo.. Innanzitutto mi pare di scorgere in trasparenza un fondo di razzismo neanche troppo trattenuto. Questo mi dispiace, dopotutto è qualcosa che pregiudica in parte la buona presa in considerazione del commento, non solo da parte mia credo. Ma passiamo oltre. Mi fa invece piacere, in parte, che Emisquiz abbia tratto le sue conclusioni, perchè è quello che non solo questo post, ma l’intero blog, vuole fare a chi legge: io voglio che leggendo i miei post ognuno di voi possa riflettere, si metta in gioco, riconsideri magari certezze che non ha mai questionato, o pensi a cose sulle quali non si era mai soffermato in precedenza. Credetemi, per me è fantastico pensare che un mio post serva a muovere qualcosa in voi. La parte che non mi fa piacere è sospettare che ci sia gente che crede che quello che penso io è quello che voglio che pensiate voi. Falso, falsissimo. Quello che penso io sugli argomenti che tratto nei miei post o lo dico esplicitamente (perchè la mia posizione è talmente limpida, tipo i post sulle pelliccie) o non lo dico affatto. Nel caso specifico, il post sul Mikado, il mio punto di vista è meramente pleonastico alla riflessione che voglio far nascere nel lettore, ovvero non si può dire che parteggio per l’adozione, visto che non l’ho detto. Chi immagina o deduce cose, dovrebbe farlo in modo non scontato, visto che la verità è che non lo sono. Il motivo secondo me giustamente citato nel commento da emisquiz (anche se nel suo caso con termini un po’ più coloriti) è che oggi un bambino adottato da una coppia omosessuale e trapiantato in una società acerba e ignorante (quindi che ignora) passa sofferenze che non ha chiesto e che non merita, e che non sono rapportabili con quelle passate in un centro per minori, non perchè peggiori ma poichè di tipo completamente diverso. Non mi esprimo sul fatto di come cresca un bambino in una coppia omosessuale poichè non ho conoscenze di questo tipo, e credo che nessun altro si trovi in una posizione diversa dalla mia (se c’è qualche spagnolo illuminato sulla questione si faccia pure avanti). La stessa lotta ai diritti degli omosessuali non mi tange, perchè non mi interessa, d’altronde ognuno combatte le proprie guerre, e io combatto le mie. A me interessa la gente, la mentalità, il modo di ragionare, i meccanismi di difesa e di attacco, e nella questione citata mi interessava ragionare sul fatto che ci sono persone che odiano e attaccano altre senza che queste abbiano alcunchè da spartire con loro o gli abbiano causato il benchèminimo torto. Ciò che avviene in Italia durante alle manifestazione omosessuali è un esempio più che lampante.
Ho trattato un sacco di argomenti da quando ho aperto questo blog: religione, guerra, razzismo, animalismo e violenze sessuali. Ho parlato di bambini, di amicizia, di amore, di odio, di TV, di viaggi, non ho mai lesinato sugli argomenti seri come su quelli frivoli, e ogni post che compongo è ugualmente parte di me e della mia esperienza su questa terra dal giorno in cui ci vivo, e allo stesso modo ogni commento mi incassa esperienza. Non mi vergogno di niente di quello che ho scritto nè mai lo farò, e relego un aggettivo come "avvelenante" riferito ad un mio post all’appellativo di semplice congettura.
Dopodichè, ognuno legga e pensi quello che gli pare. Se gli va.
21 June
Italiani grazie
Eurostat: il 59% degli italiani non sa usare un pc. Una volta mi sarei vergognato di questo, oggi ne sono felice.
Grazie italiani, grazie a voi posso andare all’estero 5 volte all’anno, trasferimi per mesi, cambiare lavori come paia di mutande, e sapere che al mio ritorno ci sarà sempre un lavoro che mi vuole. Grazie.
Ps: Angelina Jolie ha partorito.
Ma che stupido, il 99% degli italiani questo lo sa già.
17 June
Il Mikado
C’è un gioco che mi è sempre piaciuto, fin da piccolo, oserei dire che è sempre stato il gioco "da tavolo" preferito. Si chiama "Mikado" (o Shangai), penso lo conoscerete tutti. Chi vince è quello che ha il colpo d’occhio, che pianifica l’azione, che ha fermezza di mano e di testa, che calcola, che valuta. Stasera mi sento davanti ad un Mikado, ho talmente tanti pensieri accatastati tra di loro che il solo sfiorarne uno muoverebbe tutti gli altri. Primo Mikado: Prima di tutto il mio post precedente mi ha portato un commento che mi ha colpito molto, di Emisquiz , e cito: . In effetti questo mi ha iniettato nel cervello il pensiero che naturalmente (ossia per natura) due persone stanno insieme per volersi bene, per dipendere l’una dall’altro, per stare bene con se stessi, per costruire qualcosa, forse soprattutto per non stare da soli, ma mi ha iniettato anche il fatto che un’amore forte (o anche non molto forte, e se vogliamo dirla tutta a volte anche senza amore) la vita di coppia sfocia in qualcosa che abbastanza naturalmente risulta essere un bambino, nella creazione quindi di una famiglia. Questo sempre per quel discorso dell’orologio biologico insito in ognuno di noi del quale già ho discusso nel post precedente. Secondo Mikado: Tutto andava bene, se non che stasera, mentre mi divertivo su ebay a richiedere le password perdute di nomi di utenti casuali, solo per vedere le loro stupide domande di sicurezza (e vi assicuro che è molto divertente, dovreste provare) ho fatto un salto sul sito del corriere per scoprire che domani (anzi oggi, anzi tra poche ore) c’è il gay pride a Torino. Chiaramente non vi stupirà sapere che il tutto è accompagnato da polemiche, da discussioni, da litigi, da pregiudizi, si può dire che la manifestazione in sè è solo "la scusa" per portare agli occhi di tutti il fatto che c’è gente che ha problemi e vuole diritti che non ha e che non gli vengono concessi. Terzo Mikado: Un anno fa mi trovavo a NYC ed assistevo a quella che era la più grande manifestazione che avessi mai visto in vita mia, il Gay Pride di NYC (qui un po’ di foto). Ricordo un’autentico fiume di persone che ha inondato le strade di Manhattan per un intera giornata, da mattina a sera, con i suoi colori, le musiche, i vestiti, i personaggi divertentissimi e sopra le righe. Ricordo soprattutto una cosa: tutto era normale. Le mamme portavano i bambini sulle spalle per fargli ammirare i colori della sfilata, la gente applaudiva il passaggio delle majorette, persino gli anziani avevano in testa piume e merletti attaccati da qualche nipote in vena di allegria, e soffiavano nei loro fischietti rischiando l’infarto pur di fare casino. L’intera manifestazione era coperta da un sacco di sponsor tra cui banche di fama internazionale, e i negozi e i ristoranti si ricoprivano di bandiere colorate per tirare clienti al loro interno. Ricordo tanta tanta tanta gente dentro a quella sfilata, carri pieni di poliziotti, pompieri (quanti omofobi saranno stati salvati da loro l’11 settembre?), giornalisti, motociclisti, musicisti, anziani, e soprattutto tante tante ragazze, belle pure (ad esempio io non ho mai conosciuto una lesbica in tutta la mia vita su suolo italiano, e voi?). Quarto Mikado: Ho urtato il primo Mikado, dannazione. Mi ero convinto che la vita a due non ha senso senza figli, ma allora perchè la natura fa nascere spontaneamente persone omosessuali che si vogliono bene e tra di loro non possono avere figli? Ecco, ho urtato anche il secondo Mikado: Perchè la gente impedisce ad altri di essere quello che vuole essere, nonostante sappia che a loro non viene inflitto alcun danno? Per paura? di cosa? Ma peggio ancora come si può vivere con la coscienza pulita sapendo che i propri pregiudizi rovinano la vita di altri? E mentre la mente mi riporta indietro di 365 giorni e colpisce di nuovo il terzo Mikado, mi domando: mentre per alcuni viene naturale guardare una sfilata assolutamente pacifista e pertanto divertirsi con i partecipanti, perchè per altri dovrebbe venire naturale odiare e pure perdere il tempo per manifestarlo?
Io non lo so, ma secondo me certa gente ogni tanto dovrebbe chiudersi in casa a fare un bel Mikado, così tanto per riflettere un po’.
12 June
Quel mattino che mi è venuta voglia di bambino
Ognuno matura secondo tempistiche completamente diverse: c’è chi matura prestissimo e già in fase adolescenziale ragiona da adulto, chi matura quando invecchia, c’è chi è costretto a maturare per le bastonate che la vita riserva solo ad alcuni, c’è chi fa finta di maturare per adeguarsi al mondo che fa paura, e c’è chi dal primo giorno della propria vita fino all’ultimo respiro resta ignorante (e felice) come una ameba mononucleica.

Tuttavia sono convinto che ci sono stadi, e per meglio dire "evoluzioni" che riguardano tutti indistintamente. Ho iniziato per la prima volta a crederci quando il mio vecchio professore di tecnologie alimentari, che per l’intera scuola era considerato come un’enciclopedia vivente in modo assoluto (ma che io non verità non amavo molto, e oggi ammetto che era anche per questo esatto motivo) un giorno si mise a parlare di donne. Lo faceva periodicamente, di trovare un argomento "di vita" del quale parlarci, mettendo da parte la sua materia di insegnamento, e anche questo faceva di lui un professiore particolare. Cmq, a tal proposito, disse una cosa che mi colpì decisamente <>. Ricordo di essermi messo a ridere di gusto, tale era l’idiozia. Mai avrei pensato che sarei arrivato a crederci anni dopo. Eppure.. Sempre più, con il passare del tempo, quelle parole me le sento periodicamente riaffiorare sulla pelle, come un marchio che brucia ancora anni dopo che l’hai fatto. Nel mio precedente posto di lavoro, c’era una collega particolarmente "esuberante" che a 30 anni vestiva firmata "essenza" ed "energie" come farebbe oggi una sedicenne della terza liceo. Aborrava letteralmente i bambini. Diceva sempre "si sono carini, ma solo quelli degli altri". Era il mio caposaldo, la mia colonna granitica, era la mia roccaforte che confutava il mio antipatico professore. Fino al giorno in cui felice come una pasqua si è precipitata in ufficio urlando di essere incinta. E io a dirle <> e lei <>. Ma capita cosa?? capita di scivolare su una banana lasciata lì? Capita di sbagliare buco al buio?? o capita di svegliarsi una mattina con la voglia di bebè?

Figuriamoci se non tiravo in ballo l’argomento con gli amici, e qui ancora un vero e proprio tout-pourrì di escalations e tourlupuppu varie. Ecco un’altra frase che mi porterò marchiata sulla pelle a vita <>. Sono sconvolto, dall’aver imparato che il senso di maternità è insito in ognuno di noi ed una mattina salta fuori come un brufolo schifoso che non puoi schiacciare. Ah ma certo, concludiamo con un nota di colore aggiungendo un’altra perla rara per la gioia della mie lettrici <>.
Un bacio a tutte le "scadute", che secondo me sono le più utili di tutte.
Ps: che sia chiaro: io odio assolutamente i bambini, forse perchè io stesso non ho mai avuto il tempo di esserlo. Spero cmq che significhi che nella vita ho ancora molte esperienze da fare.
08 June
Quando la musa non ispira
Visto l’esito positivo della mia missione a Vienna, il mio capo Arvin Sloane che è magnanimo come un macellaio squattrinato con la sua povera mucca ammalata, ieri ha deciso di farmi uscire prima dal lavoro per permettermi di andare in quel di Milano, al Rolling Stone per la precisione, ad assistere al concerto di una delle band che amo di più in assoluto: i MUSE. Questi sono un semi-famoso gruppo britannico formato da 3 simpaticissimi ragazzotti esauriti trippati calati schitarroni (e anche un po’ scatarroni, dicono che chi ha la fortuna di finire in prima fila davanti al cantante faccia la doccia) con un cantante appunto molto particolare, dallo spiccata capacità canora da fare invidia alla buona e vecchia (soprattutto vecchia) Katia Ricciarelli. Io penso che nel tempo libero il cantante Matthiew Bellamy se ne vada in giro per i negozi Swarowsky per divertirsi a fare un acuto e far saltare per aria l’intero negozio in una fragorosa esplosione a catena, con relativo inseguimento da parte delle commesse inviperite per le strade della città in questione. In effetti questi britannici sono proprio particolari, soprattutto lunatici, e da loro ci si può aspettare proprio di tutto. E difatti ieri sera il mio Matt prima di salire sul palco ha deciso che non aveva voglia di cantare, forse l’ha lasciato la morosa, o forse che non mi stava tanto bene, poverino, forse l’ultimo Special K non era mischiato poi tanto bene, e lui non se la sentiva neanche di lanciarsi un po’ per terra, di gettarsi sulla batteria, di sfasciare una chitarra sul palco e lanciarmela nei denti come a Earls Court nel 2004, ah … macchè, bei tempi andati. E sì che io all’inizio del concerto avevo preso anche l’onda verde per catapultarmi dalla fila 7 alla 1, mi ero insinuato tra i fan più esagitati a suon di calci e pugni dati con il sorriso sulla faccia come Fantozzi nella mensa aziendale, in cinque minuti sono passato dal vedere il concerto sulle punte dei piedi ad avere la balaustra incassata nello stomaco con i colleghi a tergo che reclamavano il mio scalpo. Ma niente, nada, nisba, è stato tutto inutile perchè ieri il mio cantante preferito non ce la faceva proprio. Ed ecco che quindi il concerto è durato solo un ora e 10 minuti e poi Matt è andato in camerino a farsi una cioccolata, povero cristo. (Ma prima giustamente si è assicurato di averci chiesto 27 euri a testa più 4 di prevendita, così da essere sicuro di poterne bere svariate anche nei giorni seguenti). Eh si, non tutti i giorni è festa (e difatti ieri era mercoledì), anche le grandi star non possono essere sempre al meglio, e allo stesso modo non tutti i post di un blog possono sempre essere socialmente utili, pertanto, mi accodo al mio buon Matt e me ne vado a farmi una cioccolata pure io, mettendo in sottofondo il buon vecchio cd dei muse, sperando che da brava musa porti ispirazione per tempi migliori … a tutti e due.
PS= Nel frattempo ho uppato qualche foto del concerto nella cartella "in giro per l’Italia", ne upperò anche della altre ma appena ho tempo mi devo seriamente mettere a sistemare il macello che c’è li dentro, abbiate pazienza.
04 June
Back from Vienna
Sono tornato. La mia missione può dirsi conclusa.
Non so davvero dirvi se sia stata un successo o un disastro totale, lascerò giudicare a voi. Ho trovato il collezionista la sera del primo giorno di permanenza, e come sospettavo celava le sue losche attività dietro ad un insospettabile negozio di antiquariato. Mi sono introdotto durante la notte per ottenere l’artefatto, ed ero proprio sul punto di recuperarlo, quando qualcuno mi ha improvvisamente sedato, ed ho capito di essere finito in una trappola, qualcuno aveva deliberatamente informato il collezionista del mio arrivo. Mi sono risvegliato in una cantina umida dove tra una tortura è l’altra ho scoperto la verità: il collezionista era già stato eliminato. Anna Espinosa, già famosa nella mia agenzia per essere una pericolosissima agente di una sconosciuta cella terroristica, si era impossessata dell’artefatto prima di me ed era probabilmente già pronta per rivenderlo sul mercato nero. Sono stato fortunatamente liberato il giorno seguente dai miei amici che nel frattempo avevano piazzato una microspia sull’auto della Espinosa, così l’abbiamo potuta rintracciare mentre si beveva un caffè da Starbucks. Nonostante l’agguato che la nostra agente le ha tenuto nel bagno delle signore, la Espinosa è abilmente riuscita a divincolarsi, e così mentre un attimo prima era quasi annegata con la testa nel water, il momento seguente già era sul tetto dell’edificio che fuggiva con l’artefatto sotto braccio. Ci è sfuggita lanciandosi in un cassone dell’immondizia, che poi ha prontamente chiuso rendendo impossibile l’inseguimento. Ora mancavano solo due giorni, ed ero disperato, senza traccie nè idee, quando per pura coincidenza ho rinvenuto nel water dello Starbucks il cellulare della Espinosa, che aveva perso durante la collutazione. Conteneva tra le ultime chiamate ricevute un numero riconducibile ad un laboratorio chimico. Bingo, era la mia traccia. La Espinosa voleva chiaramente clonare il germe patogeno di modo da rivenderlo a più acquirenti possibili, che verme. Così mi sono introdotto all’interno del laboratorio in tempo per assistere alla procedura di isolamento e copia del batterio, che non ho potuto impedire per non rivelare la mia presenza. Tuttavia dopo una giornata di infiltrazione, al termine della procedura di copia, con una rapida azione ho sostituito l’artefatto con il falso in mio possesso e così ho potuto per lo meno seguire dal satellite la consegna dello stesso all’acquirente, che dopo lo scambio mi ha guidato sino .. all’interno della mia agenzia! A questo punto ho chiaramente inteso che tutte le ostruzioni alla mia missione erano causate da una talpa che fin dall’inizio ha mosso i fili a seconda dei miei movimenti, dall’interno della mia agenzia. Pochi minuti dopo una chiamata del mio capo Arvin sloane mi diceva di rientrare poichè la missione era stata risolta da un’altra fonte, ed allora ho sospettato che un collega invidioso avesse reclutato personalmente la Espinosa per poter consegnare l’artefatto al mio capo e screditarmi professionalmente, ma proprio mentre mi stavo presentando per consegnare l’artefatto originale e pregustando un aumento di stipendio, la microspia piazzata sulla copia dell’artefatto in mano al mio capo, mi ha segnalato il suo spostamento all’interno di una nota cellula terroristica iraniana, ed allora tutto è stato chiaro: non ho mai lavorato per un’agenzia di smantellamento terroristi, ma per un’agenzia rifornimento terroristi. Ho fatto analizzare il batterio in mia mano da un laboratorio indipendente ed ho scoperto che era stato inattivato in seguito al trattamento chimico sottoposto dalla Espinosa. Chiaramente non voleva che il batterio finisse nelle mani del mio capo … forse voleva spremergli più soldi possibile, mantenendo la copia originale come ulteriore minaccia di estorsione, sarebbe tipico di lei. Ma se invece forse lavorasse per la CIA? Credo che l’unico modo per saperlo sia fare finta di niente, e tornare a lavorare all’interno della mia agenzia, la mitica SD6. Presto il mio capo scoprirà che la Espinosa l’ha ingannato consegnando un’artefatto falso, ed allora mi lancerà in una nuova entusiasmante missione, dove potrò scoprire a fondo da che parte gioco e con chi ho a che fare.

Nel frattempo chiaramente ho uppato delle foto di Vienna che potete visionare visitando la cartella "in giro per il mondo", e due nuove scatti nella cartella "my best shots" che ruota liberamente anche nella homepage. Altre le aggiungerò quando windows la smetterà di infastidirmi dicendo che non ho una copia originale ..
A presto! 😛

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