|
|
A volte non é soltanto l’informazione italiana che lascia a desiderare; anche quella britannica, a volte, non scherza.
Innanzitutto fatemi dire, come prefazione, che é proprio vero che se prendiamo un singolo concetto e mettiamo da parte la persona che lo propone, a volte si riesce a concordare con parole uscite anche dalla bocca del culo. Ad esempio, Berlusconi (garantisco non c’é associazione intesa); quando lo sentite dire: “L’Italia non é una democrazia”, “In Italia ci sono giornali palesemente schierati”, potete dissentire da queste dichiarazioni? No, io concordo pienamente. Se ignoriamo per un attimo chi le dice, alcune dichiarazioni sono perfettamente condivisibili – cioé, un concetto non svilisce in base a chi lo propone.
Detto questo, sono rimasto assai stupito nel leggere sul Telegraph un perla di saggezza del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che ha detto la seguente frase: “Il polpo Paul é il simbolo di tutto quello che é sbagliato con il mondo occidentale. [...] La sua immagine sprigiona propaganda occidentale e superstizione [...] chi crede in questo genere di cose non puó essere leader di nazioni globali che aspirano, come l’Iran, alla perfezione umana.”
Vabé, sul finale si é un po’ perso, ma su questo concetto concordo con Ahmadinejad. Ovviamente dobbiamo lasciare stare per un attimo il fatto che tenga la carta dei diritti umani arrotolata attorno ad un cilindro di cartone in prossimitá del bagno, che faccia proliferare le bombe atomiche comprate sul mercato nero come noi facciamo proliferare le cocorite comprate all’acquario rionale, che gli iraniani stiano ancora cercando di capire chi di loro l’abbia eletto visto che non risulta in nessun exit-poll; comunque il concetto per me é buono. Anzi diró di piú: Ahmadinejad sa come funziona il mondo occidentale molto piú di quanto non lo sappiano molti occidentali.
Per me é evidente anche ad un idiota qualunque che un polipo non puó prevedere gli esiti di un incontro calcistico; perché ció avvenga é necessario innanzitutto che l’animale abbia un cervello pensante e non soltanto regolato dall’istinto, poi deve avere cognizione del giuoco calcio e delle sue regole, deve conoscere le squadre ed i giocatori, le bandiere, infine elaborare un’opinione e pure comunicarcela (potete dire con certezza che non volesse in realtá indicarci quale paese aveva la piú alta percentuale di donne con la vulvovaginite micotica??). Né, ahimé, credo che il polpo Paul abbia passato le proprie serate guardando le partite di calcio dal vetro dell’acquario di Gigi il Troione per crearsi cultura in materia calcistica.
Eppure vi stupireste nello scoprire quante gente creda sinceramente che il mollusco abbia predetto i vincitori dei mondiali di calcio tramite ragionamento pensato o dote innata: questa gente esiste veramente!
Perché questo meccanismo avvenga é purtroppo sufficiente un cervello non pensante (davvero paragonabile a quello di un mollusco) che si porti a leggere un autorevole (fino ad oggi, per quanto mi riguarda) giornale come il Telegraph che titola: “Paul the Octopus, the sea creature that correctly predicted the outcome of World Cup games” ed immediatamente pensare “Predetto!! L’ha predetto! Mitico Paul!” ed il gioco é fatto.
Ingrandite il tutto su scala “occidentale” ed immaginate come un’industria come quella dell’informazione abbia pescato il primo invertebrato di passaggio, l’abbia eletto a critico sportivo, influenzato le scommesse calcistiche e dibattiti televisivi, riempito le giornate di annoiati cittadini. Ovviamente ora suddetto polpo verrá venduto a qualche stupido riccaccio che lo acquisterá per il gusto di avere un polpo particolarmente costoso nell’acquario, oppure a qualche intelligente ricaccio che lo infilerá in qualche TV per ricavarne milioni (per i pochi mesi che gli rimangono da vivere, perché c’é anche chi aspetta con ansia Paul ai prossimi mondiali).
Ciliegina sulla torta il TG1 online che per non mancare lo scoop d’inchiesta titola con orgoglio “Il polpo Paul é italiano“, comunque benché certi titoli sui giornali italiani non stupiscono – perché ormai non c’é piú speranza- a leggere un articolo del genere sul Telegraph c’é davvero da concordare con Ahmadinejad. Altro che polpo Paul: Ahmadinejad sí che ha previsto come farsi strada in occidente: basti vedere come l’Iran era un paese totalmente inesistente sui media occidentali fino a che casualmente il prestante e sfonzolato tomo eurasiatico ha annunciato al mondo che stava coltivando un fungo particolarmente alto e multicolor, ed eccolo lí sui giorali. Provate a prevedere quando ne sparirá.
Puó capitare anche a Londra -con la stessa frequenza di una vincita al superenalotto in un anno bisestile durante il passaggio della Cometa di Halley- una giornata estiva talmente calda e talmente afosa da farvi desiderare ardentemente un rinfrescante bagno all’aria aperta.
In questi rari unici giorni si puó anche verificare la differenza tra un italiano medio ed un londinese DOC: L’italiano medio si ammasserá certamente a Trafalgar Square, cavalcando un tritone di marmo ed infilando le bocche dei delfini sotto ad ogni ascella; il londinese DOC invece, inorridito da tanta “mediaggine” (e soprattutto terrificato all’idea di sbiancare ulteriormente per via dei litri di cloro infilati in suddette fontane) si recherá invece in un altro ameno loco, meno conosciuto ma certamente piú soddisfacente e naturistico: Hampstead Ponds.
Hampstead Ponds non é altro che un gruppo di tre bacini d’acqua di considerevoli dimensioni, localizzati entro il certamente piú famoso parco di Hampstead Heath ed originariamente creati come serbatoi idrici, tuttavia essi sono ora adibiti esclusivamente al pubblico sguazzamento (c’é persino la banchina con tanto di trampolino!).
Il fatto che i bacini siano tre ha permesso anche una comoda suddivisione delle utenze degli stessi: uno infatti é aperto a tutti, uno riservato alle sole donne ed infine uno riservato ai soli uomini. Inutile sottolineare che il londinese vero, quello coraggioso ed impavido, se ne frega del bacino misto e si lancia in quello “man only” (che tra le altre cose é anche casualmente l’ultimo ad essere rifornito dopo che l’acqua é passata agli altri due), come ha ovviamente fatto il sottoscritto dopo essersi lanciato nella prima tube di passaggio come Nesta Carter alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Diciamo immediatamente che l’esperienza é stata davvero unica (nel senso che il giorno dopo giá c’erano di nuovo 16 gradi e quindi non si poteva ripetere) e sopratutto naturistica, e quando dico naturistica non intendo che si nuota senza il costume, ma che non so in quali altri posti nuotando liberamente vi potrá capitare di trovarvi affiancati da mamma anatra che si affretta a scortare i suoi piccolini lontano dal vostro percorso di passaggio, o di nuotare supini ad osservare le nuvole che scorrono veloci mentre in sottofondo potete sentire i picchi mantellare un tronco d’albero, o buttare l’occhio al vecchio signore in lontananza che osserva i vostri tuffi acrobatici mentre sonnecchia sulla sua canna da pesca. Insomma ci si sente davvero a contatto con la natura, si ritorna bambini, ci si rivede in quella scena ricorrente in molti film americani dove due bambini fanno il bagno nel lago lanciandosi dalla banchina di legno.
Capirete che tutto questo, per un qualsiasi impiegato disperato della city londinese, é praticamente un miracolo.
Inutile dire che l’acqua é piú verde che azzurra, che non si vede il fondo (e aprire gli occhi sott’acqua un po’ fa paura), che i bagnini se vi vedono in difficoltá se la ridono, che se vi fate un paio di bevute poi magari il giorno dopo vi viene la diarrea, ma a parte tutto questo datemi retta: se capitate nei presupposti per godere di quest’esperienza, provatela.
Al solito le curiositá di fine articolo:
- I “Ponds” non sono riforniti dal Tamigi, bensi da uno degli svariati fiumi sotterranei che in esso si riversano: il River Fleet (che é il piú grande di questi e guardacaso passa sotto a Fleet Street dandogli pure il nome)
-Nel 2004 il “City of London Corporation” ha tentato di chiudere i Ponds per via dei costi di mantenimento ingiustificati e per il ”rischio posto alla salute dei nuotatori” (rischio non definito, erano indecisi..). Alcuni cittadini hanno portato la questione all’alta corte di giustizia vincendo: da allora tuttavia l’ingresso ai Ponds dovrebbe costare £2. Dico dovrebbe perché in realtá le macchine automatiche sono state vandalizzate in protesta e de facto l’ingresso é ancora gratuito.
- I Ponds sono aperti tutto l’anno!! Se non sapevate in quale posto originale passare il vostro capodanno (inteso come l’ospedale) potreste provare questa simpatica avventura.
E’ finalmente esplosa l’estate nella capitale delle patate. I londinesi intoniti di fronte a questo tepore -ormai quasi completamente rimosso dalla memoria- spingono il naso fuori dalla porta con un nodo in gola per l’emozione; sembra incredibile pensare di potere finalmente rimettere nell’armadio la tripla trapunta foderata in pelle di lama eppure il termometro non inganna: 27 gradi.
Come ogni anno la cittá cambia completamente volto ed i suoi cittadini si trovano vestiti di un’ inaspettata carica di ottimismo: i manager ancora depressi per la crisi finanziaria mettono da parte l’avarizia e si recano al piú vicino Tesco ad acquistare ghiaccioli all’arancia per i propri dipendenti (offerta speciale! 10cents l’uno), i dipendenti pubblici che dopo la manovrina di Cameron si sono trovato con lo stipendio bucato preparano giá il taccuino per diventare sondaggiatrici svergognate, le devote segretarie si riscoprono “in calore” e si preparano all’annuale gara di chi scopre piú pelle per ricavarne un aumento di stipendio.
Il sabato in particolare é il giorno della settimana che tramuta Londra in qualcosa di irriconoscibile: da un lato le strade del centro sono popolate da turisti che, come ad ogni viaggio a Londra, giungono muniti di ogni sorta di giacca termica tipo gore-tex e di ombrelli in titanio del diametro dell’antenna spaziale di Goldstone; dall’altra i parchi principali della cittá -ove i cittadini sono riversati in massa- sono definibili come una romantica via di mezzo tra il festival musicale di Woodstock e la spiaggia nudisti di Seftenberger.
Decido anche io di unirmi alle svariate celebrazioni per il gradito cambio di temperatura inaugurando un estivissimo e radicale taglio di capelli (si fa quel che si puó).
Sulla strada verso la stazione di Goodge Street la mia attenzione peró viene attirata da un travestito brasiliano alto 2 metri e con due gambe piú muscolose di Mike Tyson che con un impianto hi-fi montato su una parrucca a tre piani ed un vestito uscito dritto dal club Cogo Bongo si precipita verso la stazione di Tottenham Court Road ballando la macarena. Non ci presto troppa attenzione e proseguo per la mia strada, se non che dopo un minuto vengo abbattuto come un birillo in pista da altri 3 transessuali che si dirigono di tutta fretta verso il centro con passo sincronizzato cantando “When marimba rhythms start to play Dance with me, make me sway‘ sculettando ad ogni cambio di vocale. Ancora cercando di ricordare se per qualche motivo negli ultimi due giorni potevo essermi per sbaglio dimenticato di essermi trasferito a Rio proseguo per la mia strada, finché non vengo accolto da una nuova canzone: questa volta sono i Mariachi Vargas che cantano ‘Cielito Lindo’. Mi guardo attorno ma non ci sono altri ballerini o menestrelli in avvicinamento quindi realizzo che deve per forza trattarsi del mio cellulare: orrore e raccapriccio mi accolgono quando associo la suoneria con il gruppo di chiamata piú terrificante della rubrica: I MESSICANI.
‘Hello?’, rispondo con voce tremolante
‘Hola Mateito donde estas?’ (detesto quando ti chiedono dove ti trovi prima di farti sapere cosa ti aspetta)
‘Ehm.. sono a Goodge Street..’
‘AH! Que gratioso, ven aqui a la fiesta!!”
‘Que…que fiesta??’ domando intimorito
‘LA FIESTAA-AA-A!!!’ mi bombardano in un’orecchio dall’altro capo del telefono rendendomi sordo, ‘El London Pride!’
‘Santo cielo,’ mi dico io, ‘é di nuovo quel giorno dell’anno? Ecco perché ci sono tanti svitati in cittá!!’
‘Vien vien, c’é anche Michael Jackson!’
‘Michael Jackson? Ma non era morto?’
‘Morto? NOO!! Esta bienissimo!!’
Immaginando con difficoltá qualunque apparizione di Michael Jackson (qualunque apparizione che non sia lo zombie di Thriller) mi piego all’invito dei messicani trascinando la mia triste persona verso la stazione di Piccadilly Circus.
Quindici minuti dopo mi ritrovo ancora una volta mio malgrado travolto dall’evento piú scellerato di tutta la capitale, a passeggiare tra Michael Jackson (uno?! ce n’erano tanti!), Wonder Woman (con un po’ di peli sulle gambe), Alice nel paese delle meraviglie, la Regina di Cuori, Paparatzinger in versione satanica (non poi troppo dissimile dall’originale), Sailor Moon (anche questa aveva l’estetista a casa in malattia), uomini grossi come armadi vestiti di soli slip di due taglie di meno, graziose signorine che mostravano pere e mele che neanche al mercato della frutta di Borough Market, insomma: i soliti svitati londinesi, soltanto concentrati tutti nello stesso punto.
La parata é stata vivace e coloratissima, la giornata é stata splendida (mi sono anche abbronzato).
L’ottima posizione davanti alla percorso mi ha permesso di scattare qualche foto interessante e nel momento in cui, nel mezzo della sfilata, una signora vestita da crocerossina é passata a distribuire profilattici colorati gratis ho sentito il mio nome decantato da mezza congregazione messicana tipo Stadio delle Alpi: “PRENDI TUTTTOO!!!!” mi urlavano.
Faccio svergognatamente incetta dei suddetti con spudorata aviditá scatenando attorno a me sguardi principalmente increduli ed un paio ammiccanti, alla fine raccatto cosí tanto “materiale” che ci si potrebbe avviare una catena di sexy shop ed i messicani mi sollevano in trofeo come avessero vinto la coppa del mondo. Ci ritroveremo di lí a poco a dividere la “cassa del tesoro” come farebbero gli scugnizzi della camorra con una partita di droga (anche se, detto tra noi, io ho ancora nel cassetto i profilattici al rosmarino che avevamo reperito l’anno scorso), persino generosamente ridistribuendone a coppie di passaggio che prima osservavano sorridendo e poi ringraziavano arrossendo. Io non riuscivo a smettere di ridere.
Per quanto continuo a ripetermi di essere ormai abituato a vivere in una cittá sfaccettata e multiculturale come questa, ancora una volta mi sono ritrovato piacevolmente stupito delle stranezze dei personaggi che questo evento riesce a scarrozzare in lungo e in largo per le strade del centro senza che ne nascano polemiche o polveroni, anzi intrattenendo con spensieratezza tutti quanti, passando da famiglie armate di macchina fotografica, a bambini che sventolano palloncini che inneggiano alla depenalizzazione dell’omosessualitá, ad anziane ridacchianti con bandierine multicolore infilate nella messa in piega, a poliziotti che ligi al controllo della sicurezza finiscono per farsi fotografare con un’improbabile Regina Elisabetta con una quinta di seno ed un sesso non pervenuto.
Il lato puramente celebrativo ha ovviamente coperto di gran lunga quello del messaggio, tuttavia per chi osservava i cartelli questo veniva consegnato forte e chiaro: in 7 nazioni del mondo (Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan, Nigeria, Mauritania) languirvi nel letto con la persona sbagliata vi costa la pena di morte. In altre 90 ce la si cava con qualche anno di carcere.
Ingenuamente mi domando se verrá mai un giorno in cui in tutte le cittá del mondo giornate come questa verranno viste come la normalitá.
-
-
Notare il signore che gioisce per aver pagato l’ultima rata del mutuo
-
-
Al mio via scatenate l’inferno!
-
-
l’immancabile bandiera
-
-
La marina
-
-
Questo é il Royal Regiment credo
-
-
I nostri amici poliziotti
-
-
L’ambulanza dell’amore viene a salvarvi la vita
-
-
In vestito da sera
-
-
..and old
-
-
La signora se la spassa
-
-
Sorride anche se sta per essere travolta da un bus
-
-
smile for the camera
-
-
C’é anche la sorella di Platinette
-
-
E’ un esercito
-
-
Notare la signora in rosa
-
-
A sinistra una comparsa di Eyes Wide Shut
-
-
tette rifatte?
-
-
Qualcuno mi spieghi questo…
-
-
I vips non camminano!
-
-
Miss (?) Brasile
-
-
La signorina se la ride
-
-
Oddio, i fur boots sono un must
-
-
Vieni con noi sull’altra sponda
-
-
mi sta proprio sul culo
-
-
E c’era pure Nando’s!
-
-
Oddio, qualcuno é troppo preso nella parte..
-
-
Mia zia ha la pettinatura uguale
-
-
Un vestito per andare al lavoro
-
-
Quando si dice “il bacio del Diavolo”
-
-
trasformazione!
-
-
C’é pure Alice con la famiglia
-
-
Ho dimenticato di spostare l’appuntamento dall’estetista
-
-
Eccola ms Venezuela!
-
-
Con te ci si vede a settembre!
In data 29/06/2010 in Italia succede una cosa molto importante: Marcello Dell’Utri, Senatore attualmente in carica nonché uno dei padri fondatori del partito politico dell’attuale Primo Ministro, viene condannato dalla Corte d’Appello a 7 anni per associazione mafiosa. Giá a questo punto uno straniero potrebbe pensare: “Ma come, era giá stato condannato una volta, non si era dimesso?”. Ecco, no. Probabilmente nessuno glielo aveva chiesto.
Lo stesso giorno per una coincidenza sibillina avviene un altro evento diversamente “giornalistico” (non fatemi dire “importante”, che non lo é), un ex concorrente della casa del Grande Fratello muore a seguito di un incidente paracadutistico.
Ora, entriamo nel cervello (proviamoci) del cittadino italiano medio che apre la pagina del Corriere e si trova le due notizie: la prima, in alto, recita “Mafia: Dell’Utri condannato a 7 anni”, la seconda, poco piú sotto “Pietro Taricone é morto nella notte”.
Io a questo punto vorrei capire cosa scatta nella mente dell’italiano medio per portarlo a spostare il cursore del mouse sulla seconda notizia, leggerla, tornare alla pagina iniziale, cliccare sulla notizia piú sotto “Cristina Plevani: Gli ho voluto bene” (“articolo di approfondimento”, lo si potrebbe chiamare) e leggerla, tornare alla pagina iniziale, cliccare “Pietro Taricone é in fin di vita” (notizia del giorno prima, ma tanto vale cliccare per sapere cosa ci si é persi), infine .. decidere di chiudere il sito del Corriere.
Nel momento in cui scrivo questo post, ad esempio, i tre articoli succitati si trovano al primo, secondo e terzo posto della classifica degli articoli piú letti del Corriere.
Ora, non biasimo l’interesse che una singola persona puó nutrire nei confronti di qualcuno che stima pur senza conoscere, per caritá, sia pur ovvio che ogni giorno muoiono centinaia di persone che non finiscono sul gionale e sia anche se la persona in questione ha ottenuto un fantomatico status di “celebritá senza talento” (io al massimo gli riconosco un tipo di carisma capace di ammaliare forse alcuni elementi dalla dubbia istruzione) .. ma la cosa che mi lascia basíto nonché confuso é il fatto che -alla luce di quanto constatato piú sopra- il cittadino italiano in generale ritiene necessario informarsi piú sul decesso di una star del Grande Fratello che non sulla condanna per mafia di un senatore del proprio paese, se non addirittura solo sul primo e non sul secondo.
Presupponiamo che vi doveste trovare sul lavoro e finiste incastrati in una tipica “conversazione da caffé” con un superiore del quale provate soggezione, ove l’argomento meteo sia giá stato esaurito: non vi sentireste in estremo imbarazzo nel non poter rispondere ad una richiesta di un vostro commento sulla condanna per mafia di un senatore? Come deviereste la conversazione? “No, non mi interesso di politica.. mi interesso peró di Grande Fratello”, o “No, non mi interesso di faccende di mafia.. mi interesso peró di cadute di paracadutisti”, o “No, non mi interesso di condanne.. mi interesso peró di editoriali di Cristina Plevani (La famosa giornalista…)”.
Forse in Italia per queste situazioni non ci sarebbe motivo di vergognarsi, ma non crediate che funzioni cosí ovunque. Prendiamo un caso molto simile avvenuto fuori porta:
In Inghilterra é stato a lungo sotto gli occhi del pubblico il caso della signorina Jade Goody, boriosa starlette lanciata dal Grande Fratello britannico e diventata particolarmente celebre, oltre che per la particolare ignoranza (credeva tra le altre cose che Cambridge fosse un distretto di Londra e che il Portogallo fosse in Spagna) soprattutto per aver insultato un’altra concorrente della casa in toni razzisti, scatenando i commenti negativi dei politici, sfiorando una crisi internazionale, ed ovviamente infiammando gli ascolti del pubblico. Dopo essere stata eletta il quarto peggior personaggio pubblico del Regno Unito la signorina Jade un bel giorno (poeticamente parlando) ha dichiarato al mondo di avere scoperto di avere un cancro al collo dell’utero. Lo stesso é poi entrato in metastasi nei mesi seguenti ed in men che non si dica la “guerriera” si é ritrovata con i giorni contanti. Cosa particolare é che la signorina Goody é rimasta la stessa persona: non si é tolta dalle telecamere un attimo se non proprio verso i fatidici giorni finali, ha rilasciato numerose interviste titolate “E’ vero, sto morendo” e “Ho i giorni contati” che i giornali hanno puntualmente dato in pasto a morbosi cittadini a caccia di gossip, si é sposata ad un mese dalla morte praticamente di fronte alle telecamere, si é fatta fotografare senza capelli, ha raccontato chemioterapie, iniezioni e cure varie .. tutto senza mai perdere l’atteggiamento “da stronza” che l’aveva resa celebre, e questo ha in un certo senso spinto il popolo britannico che l’aveva tanto odiata a rivalutare la propria opinione verso una donna che ha dimostrato di non avere paura dalle morte e che anzi grazie a questo evento ha aiutato molte altre donne a realizzare l’importanza di sottoporsi a regolari controlli medici (aveva dopotutto 27 anni). Tuttavia mai i giornali hanno permesso alle notizie su Jade Goody di uscire dalla colonna titolata “gossip”; le interviste rilasciate dalla stessa potevano trovare spazio soltanto su visite specializzate nel gossip, la cui quintessenza é raggiunta ancora oggi dal magazine “OK!” (praticamente il novella 2000 britannico, non lo linko nemmeno per non sporcarmi le mani). I giornali “d’informazione” dal conto loro non facevano altro che scrivere editoriali di fuoco (non notizie) nei quali condannavano il facile voyeurismo ma ancora una volta senza permettere agli editoriali stessi di interferire con la pagina delle notizie “nazionali”.
Capirete che la vicenda di Jade Goody non ha mai potuto prendere il sopravvento sulla politica interna, i cittadini conoscevano certo le vicende di base ma soltanto approfondendole in sottopagine e sottocategorie opportune essi potevano perdersi nei dettagli (come leggere i commenti dei conoscenti o degli altri excoinquilini).
Sui siti italiani questa distinzione non esiste.
A Pietro Taricone é permesso di fare da spalla a Dell’Utri nella prima pagina del Corriere, lasciando che sia il lettore a giudicare la rilevanza della notizia con il proprio interesse e l’importanza che ritiene. Le notizie cosiddette “importanti” non sono per niente separate dalla “fuffa” che anzi spessissimo occupa piú spazio rispetto ad argomenti seri come conflitti internazionali o scandali interni (basti guardare la pagina iniziale di un qualsiasi sito di informazione italiano contro uno britannico)
Inutile che io vada ad ipotizzare che sia questo il problema del disinteresse dell’italiano verso notizie “importanti”, so perfettamente che non é cosí, ma allo stesso modo non posso fare a meno di notare che nemmeno il giornale mostra interesse che il suo lettore si “istruisca”, che capisca la differenza tra ció che é politicamente/amministrativamente importante rispetto al mero “gossip”.. semplicamente dá in pasto al lettore quello che il lettore vuol mangiare. Sono finiti i tempi in cui si diceva “il lavoro del giornalista é fare leggere ai lettori quello che non vogliono leggere”, il giornalismo di inchiesta non é piú richiesto.
La situazione peggiora ulteriormente quando si tratta di articoli “deviati”, cioé pesantemente ritoccati di modo da far dare all’informazione una percezione diversa di quelle che converrebbe se comunicata nella sua forma intera.
Insomma, ancora una volta mi trovo a constatare con amarezza un serio problema italiano di disinformazione (da un lato) e di “educazione all’informazione” (dall’altro) e non vedo soluzioni se non un completo cambiamento di mentalitá che faccia capire quanto é importante per un giornalista informare e per un cittadino essere informato.
Dopo avere sventolato a destra e a manca lo stato pietoso dell’economia Britannica ed in particolare la direzione pericolosa del debito pubblico e del deficit nazionale, il partito conservatore (anzi, la coalizione conservatori-liberal democratici) ha annunciato un Budget 2010 decisamente di un’altra mentalitá rispetto a quanto ci aveva promesso l’ormai povero (forse) e defenestrato (certamente) Gordon Brown.
Il cancelliere in carica George Osborne ha infatti abbattuto il morale di parecchie persone annunciando che i debiti britannici hanno raggiunto un livello record e servono azioni “severe ma imparziali” per uscire dalla crisi in tempi accettabili (si parla di tornare a bilancio per il 2016…) e che per questo motivo le misure del nuovo budget sono “dure” ed “inevitabili”.
Osservando rapidamente il budget la decisione forse piú drastica sembra quella di aumentare il VAT (il corrispettivo inglese dell’IVA ossia la tassa sul valore aggiunto) dal 17.5% al 20%, ossia effettivamente aumentando i prezzi di quasi tutti i beni materiali che acquistiamo giornalmente.
Ricordate le precedenti manovre del governo labour che per spingere l’economia avevano invece annunciato nel pre-budget la diminuizione del VAT dal 17,5% al 15%? Ecco, questo per darvi un’esempio della diversa mentalitá tra i due governi. Beh per il momento pagheremo tutti di piú e questo giá é un dato certo.
Un altro cambiamento abbastanza discusso é il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, che alla realtá dei fatti si troveranno quindi con meno soldi in tasca. L’editore finanziario della BBC ha commentato che mai prima d’ora era stata tracciata una linea cosí netta tra settore pubblico e privato.
La famosa tassa di 50p su tutte le linee fisse per creare un fondo per cablare tutto il Regno Unito con l’alta velocitá é stata immediatamente disintegrata (ricordate? Era la famosa idea di Gordon Brown per portare il Regno Unito nel futuro ecc ecc), al suo posto si supporteranno invece incentivi privati, con azioni non ancora definite di preciso.
Non ci sará nessun aumento su alcool e tabacchi (phew, posso di nuovo bere il mio cider senza paura della tassa annunciata da Darling).. ci sará invece una nuova bellissima mirabolante supertassa su tutte le banche (tanto, una piú una meno…)
Passando alle buone notizie per i comuni mortali, la somma che si puó incassare senza incorrere in tassazione é stata ora portata a £7,475 (quindi mettete da parte tutto quello che potete!).
E questo é piú o meno quanto. Tirando le somme, questa manovra é severa sí, ma vista al momento é un po’ come turarsi il naso per prendere la medicina (o aprire la gambe per prendere la supposta, se il paragone calza meglio), insomma non abbiamo ancora né provato il dolore né visto gli effetti. Lascio il panico generalizzato agli analisti ed economisti finanziari fino a che non potró giudicare gli effetti di persona.
Altra cosa che voglio dire prima di chiudere: qualcuno mi ha detto che in Italia i giornali hanno riportato la notizia (incompleta e tendenziosa, ma chissá perché la cosa non mi stupisce) che il governo britannico ha anche tagliato i fondi alla famiglia reale e che quindi in qualche modo sia stata data l’idea che la regina sia in camera a piangere davanti al vestito in pizzo del ballo delle debuttanti del 1920 che ora dovrá vendere, o qualcosa di simile, per riempire un articolo di studio aperto insomma. Dunque: é vero che i pagamenti delle liste civili alla Royal Family sono stati congelati (non diminuiti) a £7.9 milioni l’anno, ma forse si sarebbe potuto dire che é da vent’anni che la cifra é la stessa, insomma la regina non la vedo particolarmente turbata. La famiglia reale incassa dallo stato soldi dei contribuenti ma riconsegna al parlamento tutti i soldi che produce e su 7.9 milioni di sterline che prende in un anno ne rende di ritorno 200 milioni… insomma, diciamo, non un investimento a perdere come, uh, fatemi venire in mente un esempio.. ah, il Vaticano con L’Italia. Inoltre la regina rende tutte le spese pubbliche davvero pubbliche, nel senso che le pubblica senza vergogna e senza segreti.
Vi lascio con il solito malloppone di 121 pagine per chi é a caccia di letture forbite e vi rimando alla visione dei mondiali di calcio 2010 che sicuramente avrete accantonato per leggere questo articolo
PS: Vi ricordo il ritrovo Misfit Night Out il 9 luglio al Bonds Pub. Magari se siete certi di venire comunicatemelo via mail che mi regolo con il tavolo da prenotare.
[EDIT]: Non é possibile! Hanno anche rimosso il tax relief per gli sviluppatori di videogiochi britannici!! Come avete potuto?! Dimenticate quello che ho detto sopra: Conservatori a casa subito!!
Un po’ di comunicazioni di servizio:
1) Per cominciare é con piacere ed orgoglio che vi informo che abbiamo fissato la seconda ‘Misfit Night Out‘. Incollo qua sotto i dettagli direttamente dalla pagina facebook dell’evento:
La seconda ‘Misfit Night Out’ si terrá il 9 LUGLIO 2010 al BONDS PUB di Mayfair. Per il secondo anno di fila discuteremo di Povera Italia, di espatri sofferti e sognati, di vita londinese, di volpi rosse, di patate intonse e di piani di dominio del mondo. Il pub si trova nella via parallela ad Oxford St, proprio dietro al megastore NEXT, ad un passo dalla tube di Bond St. e di Oxford St. Il tavolo sará prenotato a nome ‘Matteo’. See you there!
PS: Lo sponsor di quest’anno é l’ombrello a cupola della Regina Elisabetta (non fate domande…)
| Date: |
Friday, 09 July 2010
|
| Time: |
18:30 – 21:30
|
| Location: |
Bonds Pub – Dering Street
|
| Street: |
11 Dering Street, Mayfair, London, W1S 1AR
|
| Town/City: |
London, United Kingdom
|
Questo é il sito del pub. Queste sono le indicazioni via google map.
2) L’altra comunicazione, in coda alla precedente, é che ora abbiamo una sorta di ‘giornale interattivo’ su facebook che é raggiungibile a questo indirizzo.
La pagina ‘Lifeofamisfit’ nasce con l’idea di creare un’ “aggregatore di disadattamento”, ossia per avere una singola pagina dove mettere tutte quelle notizie o post di informazione/riflessione che girano per la rete, scritti da persone che la pensano come me (noi?) e che su questo blog non possono essere pubblicate. Anche gli articoli di questo blog vengono integrati mano a mano quindi diventerá una specie di “giornale dei disadattati”! (o un “The Economist” dei poveri, a seconda..).
La cosa bella é che chiunque puó partecipare caricando interventi o link esterni, facendo diventare il tutto interattivo e piú interessante.
3) Dulcis in fundo, parlando con i messicani della famosa visita del Papa prevista per settembre, ho scoperto che hanno giá “tutto preparato” e che decine di loro amiche ballerine “molto simpatiche” ( = allergiche ai vestiti) sono giá pronte ad accoglierlo ad Heathrow “con il giusto riguardo” con tanto di cartelli che recitano ”Welcome to England”. Qualunque cosa accada, sono certo che in questo momento Danny Boyle ha la certezza che la sua “creativa” ed “originale” cerimonia di apertura dei giochi olimpici al confronto avrá l’impatto emotivo di guardare un gruppo di bambini che giocano al parco.
La Legge Bavaglio – Un controverso decreto che dovrebbe preoccupare piú gli investigatori che i giornalisti.
Tra le conseguenze della lunga posizione dominante di Silvio Berlusconi sull’Italia c’é l’intorpidimento della sensibilitá democratica dei suoi compatrioti.
Il fatto che il piú controverso dei decreti presentati al parlamento venga preparato proprio durante riunioni tenute dallo stesso avvocato di Berlusconi, ad esempio, non é piú nemmeno meritevole di commento.
Il decreto, che é stato invitato a passare il Senato con voto di fiducia il 10 giugno, pone spiazzianti restrizioni sulla condotta e la segnalazione di investigazioni ciminali.
Il suo piú ovvio beneficiario é Silvio Berlusconi.
Lo scorso anno é stato messo in posizione di imbarazzo da un’inchiesta per corruzione inciampata su alcune prove che organizzasse festini per un gran numero di donne, incluse ragazze squillo. Una di queste ha dichiarato di avere registrato i suoi ’pillow talk’ (=”conversazioni intime che avvengono a letto tra due partner sessuali” nda). Un giornale ha poi pubblicato tutte le registrazioni su internet.
Le cattive intenzioni sono una cosa, le cattive leggi sono un’altra. Un’ altra cosa che gli italiani tendono spesso a dimenticare é l’abituale calpestío dei diritti dei sospettati, e non, finiti sotto indagine. Le informazioni vengono selettivamente rilasciate ai giornalisti prima che gli accusati finiscano sotto processo creando spesso un pregiudizio di colpevolezza che si prova poi difficile da invertire, sia nella corte di giustizia che nel pubblico pensiero. Un esempio é il caso di Amanda Knox, una studentessa americana, ed il suo compagno italiano Raffaele Sollecito, arrestati lo scorso anno per l’omicidio della compagna di appartamento della signorina Knox. Molto di quanto pubblicato prima del processo sulla coppia (sentito sia dagli avvocato che dai giudici) era irrilevante per quanto riguarda il caso. Ma ha fornito l’immagine di una giovane coppia a caccia emozioni estreme. Dato che le intercettazioni possono trapelare, cittadini incensurati possono trovarsi con i piú intimi segreti rilasciati ai giornali, in quanto registrati mentre parlavano con sospetti.
Alcune restrizioni proposte dal decreto sono considerate normali in altre nazioni. Proibiscono la pubblicazione dei dettagli di un’indagine fino all’arrivo dell’accusa, quando i giornalisti possono riportare un breve sommario (ma non le parole esatte) di un’intercettazione. Impedisce al pubblico ministero di rilasciare commenti sulle indagini che sta supervisionando e proibisce le registrazioni all’interno dell’aula del tribunale.
Ma l’Italia non é una nazione come le altre. E’ notoriamente corrotta, dunque politica e giustizia si sovrappongono. Ed i suoi indolenti procedimenti legali possono richiedere anni prima di raggiungere il rinvio a giudizio. Gli oppositori della legge in questione dibattono che la stessa avrebbe impedito a molti degli scandali -che hanno poi plasmato la politica italiana- di venire alla luce prima di diventare irrilevanti. Ma puó anche essere dibattuto che sia il PM che i giudici avrebbero avuto un salutare incentivo ad accelerare le cose.
Nel complesso sono invece meno discutibili le restrizioni che il ddl cerca di imporre alle investigazioni all’interno di una nazione nella quale la criminalitá organizzata abbonda. Le intercettazioni richiederanno infatti l’approvazione di un consiglio composto da tre giudici e diverrá illegale dopo 75 giorni (a meno che il magistrato non ottenga successive estensioni di 3 giorni in 3 giorni).
Il ddl esclude le indagini per mafia e per terrorismo. Ma come giá giudici, magistrati e persino sindacati conservatori della polizia hanno fatto notare, i grandi successi contro la la criminalitá organizzata vengono alla luce soltanto dopo lunghe, scrupolose indagini cominciate da attivitá piú mondane come il riciclaggio di denaro o lo strozzinaggio, che non sono peró escluse dalle restrizioni.
Un anziano magistrato anti mafia in Sicilia ha dichiarato che nessuno degli ultimi due ‘boss dei boss’ di Cosa Nostra sarebbe oggi in prigione se questa legge fosse stata in vigore all’epoca. Questo é un avvertimento che i legislatori italiani dovrebbero tenere piú in considerazione rispetto al diritto del signor Berlusconi di tenere la propria vita sessuale privata.
Articolo originale: http://www.economist.com/node/16335802?story_id=16335802
Si potrebbe discutere per ore del perché i cittadini britannici siano cosí scettici (in alcuni casi il termine “ostili” é piú adatto) nei confronti della comunitá europea e della sua moneta. Molti, troppi editorialisti ed opinionisti (ad onore del vero soprattutto non-britannici) insinuano con regolaritá che anche il Regno Unito prima o poi fará il tanto chiacchierato salto sul carrozzone dal cerchio a stelle. Tuttavia se questo non é successo in 14 anni di governo Labour, durante il quale in particolare Tony Blair si é dimostrato piú che simpatizzante dell’idea (salvo spingere paradossalmente un ulteriore allontanamento della politica britannica dal resto della comunitá), questo appare certamente meno probabile ora che i conservatori si sono messi alle redini del paese.
Il Regno Unito é tra i paesi piú duramente colpiti dalla crisi economica, molte (troppe) banche sono state salvate dal governo ed il debito pubblico é ai massimi storici, l’economia traballa, la sterlina é al collasso.
In queste condizioni si potrebbe giustamente pensare che se ci fosse un’occasione per entrare nella zona Euro quell’occasione sarebbe proprio ora.
Tuttavia, guardandola dagli occhi della Gran Bretagna, l’Europa non se la passa molto meglio: Il Regno Unito non ha dovuto partecipare al salvataggio della Grecia e non ha dovuto pagare 440 milioni di euro come gli altri stati membri, tanto per cominciare. Se la Spagna o il Portogallo (o l’Italia) dovessero fallire é auspicabile che gli stati membri dovranno ulteriormente mettere mano al portafogli per stabilizzare la moneta.
Dall’altro lato, é anche auspicabile che il Regno Unito verrá presentato comunque con un conticino da pagare, in quanto pur non condividendo la moneta con l’Europa é anche vero le banche britanniche sono comunque severamente esposte ai mercati europei, specialmente quello spagnolo. Se a tale richiesta dovessere seguire un rifiuto da parte della Gran Bretanga é assai probabile che la commissione europa verrá ad esigere un suo piú evidente allontanamento dall’economia europea, di modo da non permetterle di godere i frutti dei sacrifici di altri.
In un mondo che si globalizza, politicizza e diplomatizza, é difficile immaginare la Gran Bretagna fuori dai giochi per il dominio del mondo economico, quando in piazza ci sono coalizioni come gli USA e la Cina contro le quali l’Europa si dovrebbe porre unita e compatta.
Nel lungo termine diventa quindi spontaneo immaginare due scenari:
1) La messa alle corde del Regno Unito con conseguente ingresso nella UE Eurozone
2) La scissione dell’Europa ed il ritorno ad un mercato frazionato ed indipendente.
Mano a mano che le due opzioni si formano sempre piú concretamente di fronte agli occhi degli economisti britannici, la crisi economica potrebbe diventare sempre piú un’occasione da cogliere, nel mezzo di una disgrazia da risolvere. Per il momento, nonostante la recente scottatura chiamata Grecia, l’Eurozone progetta di espandersi ulteriormente (l’Estonia é pre-approvata per un ingresso nel 2011).
Non che in genere le notizie di rilievo sui giornali siano buone (avete mai visto un giornale dare una buona notizia?), ma in questo periodo in particolare il quadro che viene dipinto dalle testate internazionali mi pare particolarmente deprimente.
La crisi economica sta ancora occupando una buona fetta degli articoli dei magazine di approfondimento, e dove questo non avviene giornalisti specializzati nel ramo politico firmano editoriali di fuoco sull’ennesima strage legalizzata in qualche paese alle porte dell’Europa, o poco piú distante.
Nel caso foste poco interessati a polpettoni politico-economici e cercaste notizie piú dirette c’é poi il sempreverde articolo sul pazzo di turno che imbraccia un fucile ed una mattina decide di far saltare la testa a mezzo vicinato, lasciando soltanto la classica vecchietta che davanti all’inviato del tg delle otto orgogliosa decanta “Era un cosi bravo ragasso .. salutava sempre!”.
A mio parere le notizie possono essere prese con due ottiche diverse, in base alla categoria alla quale uno appartiene. C’é infatti una categoria di persone che ritiene che l’epoca d’oro del mondo sia stata superata ed il futuro sia solo in peggioramento, ne esiste poi un’altra che ritiene invece che l’evoluzione umana si indirizzi sempre verso un naturale miglioramento.
Credo personalmente di rientrare nella seconda categoria, tuttavia spesso credo anche che se esiste un punto di partenza ed uno di arrivo che definisce la scalata evoluzionista umana in questo momento ci troviamo in prossimitá della linea di partenza, o poco oltre.
Come puó ad esempio essere possibile che un popolo, una generazione di persone figlia delle piú grandi sofferenze umane e presumibilmente oggi avviata sulla strada della libertá, sia oggi alla ribalta della cronaca per metodi ed atteggiamenti indignitosi che lei stessa ha subito e dai quali é stata da terzi liberata?
Non voglio entrare nella tematica particolare del conflitto tra Gaza ed il popolo di Israele ed in tutte le sfaccettature della questione “difesa” contro “riconoscimento di uno stato” contro “lotta religiosa” e cosí via – poiché credo che chi uccide abbia sempre delle colpe – ma voglio restare in generale nella tematica del “c’é sempre qualcuno che uccide qualcun’altro in nome di qualcosa”.
Restando nella realtá del soggetto singolo, vi sembra normale che una persona possa ritenersi proprietaria della scelta di poter togliere la vita a qualcuno e che questo sia giustificato dal: titolo di giustizia verso antenati/vendetta personale/lotta per la libertá/riacquisizione del proprio territorio? E’ la persona che compie questa scelta innanzitutto certa che le idee e gli ideali che crede di avere siano davvero suoi?
Nell’ultima edizione cartacea dell’Economist c’é un illuminante articolo che riportando un sondaggio Pew fa notare come tra gli spettatori della serie TV serie americana “24″ (quella con Jack Bauer che prende 20 coltellate a puntata ed ancora riesce a saltare da un edificio all’altro, per intenderci) piú della metá degli intervistata riteneva moralmente lecito torturare “fino ad un ragionevole limite” un sospetto criminale per ottenere informazioni su presupposti atti illeciti. E quale sarebbe il ragionevole limite? Ma soprattutto quale sarebbe la base del ragionevole sospetto? E’ evidente che Jack Bauer tortura sempre la persona giusta e non ottiene mai un’informazione falsa, ma i fan della serie si sono domandati se é questo il caso anche per gli interrogatori veri?
Aggiungiamo legna al fuoco con l’ormai celebre “CSI Effect“, a causa del quale nei tribunali americani si é riscontrata una seria diminuizione di sentenze di condanna da parte dei giudici che mentre prima si accontentavano di giudicare sulla base di statistiche (le impronte digitali e le analisi chimiche forniscono infatti risultati espressi in gradi di probabilitá) ora esigono una prova che incastri senza ombra di dubbio il presunto colpevole esattamente come avviene nella serie TV. Peccato che i metodi di analisi di scene del crimine siano molto piú regredite di quanto si possa vedere in tv e che l’opinione pubblica sia stata manipolata nel credere che quello che si vede nella serie TV sia la realtá. Questo senza considerare i criminali i quali, essendo anch’essi spettatori di serie TV, commettono ormai crimini “a prova di futuro”: anche il piú sprovveduto degli assassini sa infatti che non si devono lasciare fondi di sigaretta sul luogo del crimine e che una passata di candeggina distrugge le tracce di DNA.
E’ una caccia al topo tra chi compie determinate scelte credendo di volere qualcosa e chi vuole aggirare chi crede di volere qualcosa credendo di credere in qualcosa che li porta a fare scelte.
Insomma, in termini meramente “tecnici” l’evoluzione umana ha certamente percorso una lunga strada, ma i caratteri emotivi che l’uomo mostrava milioni di anni fa non si sono necessariamente evoluti, quanto piuttosto adattati. Da qui a dire che l’uomo uccida per idee proprie o per manipolazione esterna, che l’inclinazione alla violenza sia innata o piuttosto destinata ad effievolirsi con l’evoluzione, che un giorno il reato di omicidio possa venire rimosso dal codice penale in quanto crimine inesistente.. sono tutte cose che rimangono da vedere. Secondo la mia opinione, come giá espresso piú sopra, la strada é ancora piuttosto lunga.

Le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unitá d’Italia sono ormai alle porte.
Verrebbe quasi voglia di festeggiare.
..se non fosse per il fatto che manca l’unitá degli italiani.
Secondo il sondaggio di Mannheimer sul Corriere della Sera oltre la metá degli italiani ritiene che non esista un “popolo italiano”. Un 32% sostiene addirittura che l’unitá d’Italia abbia fatto perdere i valori e le tradizioni locali. Certo, qualcuno potrebbe anche domandarsi se quel 32% di internauti includa anche quei giovani che sottoscrivono pagine facebook dai titoli quali “Vogliamo Starbucks in Italia!!!!111” e “Sottoscrivi per avere tanti negozi Abercrombie & Fitch nella tua cittá!!!!11!!111+1!“, ma questi sono fenomeni che un sondaggio non ha speranze di poter spiegare.
Diciamo che in primis trovo a dir poco curioso che l’italiano non si senta tale, che professi la propria regionalitá e rinneghi la propria nazionalitá quando poi con fierezza rivendica tutta una serie di comportamenti che rappresentano la quint’essenza dell’italianitá. L’italiano non si ritiene italiano ma quando c’é da festeggiare la nazionale “dai che distruggiamo qualsiasi cosa ci capiti a tiro”, quando c’é da dare la caccia all’immigrato “passami il fucile”, quando c’e un concorso pubblico “ti raccomando la raccomandazione”, quando c’é un omicidio “via col televoto”, quando c’é da evadere le tasse “ogni lasciata é persa” e quando c’é la manovra perché tutti evadono “governo ladro”
Ci sono mille comportamenti nei quali la stragrande maggiorande degli italiani rientra. Eh, allora scusate ma un popolo italiano c’é.
L’italiano medio non sa di esserlo o non vuole esserlo.
Forse se ne vergogna soltanto in casa propria, dato che all’estero se ne vanta con toni iperbolici.
Certo, se consideriamo che in una qualsiasi struttura sociale l’esempio viene sempre dato dall’alto allora la mancanza di italianitá sembra quasi acquistare un senso. Non appare infatti strano per gli italiani essere rappresentati da un ministro celebre per essersi vantato di aver usato la bandiera tricolore per pulirsi il culo, per aver identificato la capitale nazionale come il cuore del male del paese, per aver pubblicizzato cerimonie pagane in un paese di cattolici dando allo stesso tempo guerra alle religioni degli immigrati, per aver predicato ostentatamente la scissione federale dello stesso stato che come pubblico ministro dovrebbe rappresentare.
Agli italiani non pare nemmeno strano che lo stesso anno in cui si celebrerá il 150esimo anniversario dell’Unitá d’Italia si promulgherá probabilmente la legge sul federalismo fiscale.
Certamente un paradosso agli occhi di uno straniero, ma non per gli italiani, uniti. Nel dividersi.
|
|
Latest comments