Io mi dico sempre che i messicani sono quel genere di persone che una persona normale definirebbe “cattive compagnie”.
Tu sei lí che ti dedichi al lavoro ed ai tuoi divertimenti ordinari e banali ed improvvisamente TRAAAC!, arrivano i messicani che ti presentano una serie di locali che neanche negli anfratti piú remoti della tua mente avresti creduto potessero esistere e ti domandi anche come é possibile che qualcuno ci vada (ben sapendo che presto ci andrai tu).
Insomma é un po’ come la dodicenne svampita che crede che il mondo si collochi da qualche parte tra la casa ed i banchi di scuola ed improvvisamente viene iniziata ai giri in discoteca della domenica pomeriggio dalla compagna di banco un po’ zoccola.
L’altra sera ero lí che stavo per gustarmi una tranquilla serata preventivata a videogiochi e Pringles quando improvvisamente il mio telefono squilla con la suoneria del “Cielito Lindo“.
E’ il segnale.
Un brivido mi percorre la schiena mentre mi rendo conto che tutto sta per essere sconvolto come un tornado ed un nuovo capitolo della mia vita sta per cominciare.
“Hola Matteo! Como estas?”
“Hola..todo bien.. per il momento!”
“Cosa fai il 30 Ottobre sera?”
“Ehm.. (titubante).. al momento non ho piani…. perché??”
“OHHHH ma allora devi venire con noi!!!!!!!1!”
“Oddio… ehm.. dipende, dove andate questa volta??”
“Andiamo ad una festa di Halloween. Vieni?”
“Frena frena, che tipo di festa di Halloween?”
“E’ una festa normale, in un bel posto, vieni?”
“Aspetta, che tipo di posto?”
“Oh, ma niente, é soltanto un club. Vieni?”
“Aspetta, che tipo di club?”
“Oh, COME ON MATTEO, que impuerta? Es un club!”
“OK ok.. tanto col periodo di merda che sto avendo sul lavoro ho bisogno di svagarmi un po’. Hai vinto tu, vengo!”
Due giorni dopo
*Da qualche parte a Londra su un cellulare messicano parte la suoneria “Nel blu dipinto di Blu*
“Hola Matteo?”
“Ehm.. Hola. Mi é arrivato a casa il biglietto per la festa di Halloween di venerdí..”
“Oh, que incanto! Sei contento? Vedrai che ti diverti, per te sará perfetto, il posto non é esagerato!”
“Ah, ok… No perché qua c’é scritto che il locale si chiama Antichrist ...”
“Oh, ma il nome é solo per fare clamore. Non ti preoccupare, é un locale normale!”
“Ah, ok, perché sul sito c’é una signorina vestita in latex con le tette di fuori che mi informa gentilmente che é un club gothic-fetish-industrial-mayhem”
“Ah, ma non ti preoccupare, quello é per evitare che venga la brutta gente, il locale é comunque sobrio!”
“Ah, ok, perché io sto vedendo un filmato sul sito dove ci sono persone in abbigliamento poco consono che si infilano spilli nella testa, fanno passare la piallatrice sulla cintura, si fanno frustare, legare al guinzaglio, tirare per anelli infilati nella pelle ad altre cose non molto “sobrie”….”
“Oh, vabé, d’accordo, forse es un pochito fuerte… ma tu tienes la mentalidad abierta! Vedrai le due ragazze in topless che si attaccano le catene ai piercing nei capezzoli e ballano tirandosi le tette a vicenda…”
“Santo cielo! Quello credo che lo guarderó dal bagno…”

[...] Decido anche io di unirmi alle svariate celebrazioni per il gradito cambio di temperatura inaugurando un estivissimo e radicale taglio di capelli (si fa quel che si puó). Sulla strada verso la stazione di Goodge Street la mia attenzione peró viene attirata da un travestito brasiliano alto 2 metri e con due gambe piú muscolose di Mike Tyson che con un impianto hi-fi montato su una parrucca a tre piani ed un vestito uscito dritto dal club Cogo Bongo si precipita verso la stazione di Tottenham Court Road ballando la macarena. Non ci presto troppa attenzione e proseguo per la mia strada, se non che dopo un minuto vengo abbattuto come un birillo in pista da altri 3 transessuali che si dirigono di tutta fretta verso il centro con passo sincronizzato cantando “When marimba rhythms start to play Dance with me, make me sway‘ sculettando ad ogni cambio di vocale. Ancora cercando di ricordare se per qualche motivo negli ultimi due giorni potevo essermi per sbaglio dimenticato di essermi trasferito a Rio proseguo per la mia strada, finché non vengo accolto da una nuova canzone: questa volta sono i Mariachi Vargas che cantano ‘Cielito Lindo’. Mi guardo attorno ma non ci sono altri ballerini o menestrelli in avvicinamento quindi realizzo che deve per forza trattarsi del mio cellulare: orrore e raccapriccio mi accolgono quando associo la suoneria con il gruppo di chiamata piú terrificante della rubrica: I MESSICANI. [...]
uhauahuahuahauhauhauahauhauahau OMMIODDIO STO MALE, ho avuto un’esperienza simile con un paio di messicani!!! uhauahuahauahua adesso divento supporter su faccialibro, stasera sono in versione nerd a studiare a casa e mi annoio.
Ahahah
Ti stupisci ancora di qualcosa dei messicani? Ma non è quel locale dove ti avevano già invitato ma non riuscivi mai ad andare tra un impegno e l’altro?
be non devi andare per forza a “caccia” di brasiliani…gente con la testa rotta te la trovo anche qua a roma e indigena…
un locale del genere a roma ..beh è un po difficile trovarlo…god save the queen :shock
Solitamente mi aggrego agli spagnoli ma ora devo assolutamente cercare un gruppo di messicani.